EpitaffiOnline

Sei sei triste, se ti senti solo/a, se i tuoi genitori limitano la tua creatività proibendoti di scrivere le tue massime sui muri di camera tua allora questo è il posto giusto per te... Se vuoi suicidarti invece no! :P

Eccomi

Utente: JackCalatrasi
Nome: Jack Calatrasi
Sono Jack Calatrasi, nato in Italia ma emigrato in America per lavorare presso L.A. Santadellabalera Memorial Hospital. Ho lasciato il mio mondo per venire a Gao per ritrovare l'altra parte di me che ho perso.

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lunedì, 23 maggio 2005
Quello che poteva essere...

Oggi vi racconterò una storia...

...vi racconterò la storia di un ragazzo di nome Santiago che faceva il pastore e non aveva una dimora fissa. Vagava con le sue pecore per le lande e i pascoli dell'Andalusia ed era felice così. Non gli mancava nulla, le pecore gli davano tutto e lui dava tutto alle pecore.

Ogni notte si coricava con loro e ogni notte stava sotto un tetto di stelle diverso.

Aveva scelto da solo questa vita errante, non lo aveva obbligato nessuno e i suoi genitori non avevano potuto far altro che assecondarlo e dargli i soldi per comprare un po' di pecore augurandogli buona fortuna.

Un giorno il destino di Santiago si incrociò con quello di una zingara che gli predisse il futuro. Nella sua mano era scritto che avrebbe trovato un tesoro se fosse andato sino alle Piramidi in Egitto...

Lui però non credeva a queste cose, era restìo a lasciare le sue pecore e il suo mondo per andare alla ricerca di qualcosa che forse nemmeno esisteva... ma i segni continuavano a guidarlo verso quella direzione.

Arrivò un re e poi un sogno... e alla fine si decise a vendere tutto e partire alla vilta dell'Egitto.

Il viaggio però, metafora della vita, era pieno di insidie e difficoltà ma se voleva che la sua Leggenda Personale si avverasse doveva affrontarle tutte.

Si trovava da molti giorni nel deserto con una carovana di cammelli quando giunse in un oasi. In quei territori infuriava una guerra civile e non era prudente avventurarsi oltre... avrebbero passato lì qualche giorno in attesa che gli animi si fossero calmati per proseguire.

Fu così che una mattina, passeggiando tra le capanne, giunse ad un pozzo e i suoi occhi si incontrarono con quelli di una ragazza che stava raccogliendo l'acqua...

Si chiamava Fatima... bastò uno sguardo per far innamorare subito i due giovani...

Nei suoi grandi occhi scuri egli rivide se stesso... provò una sensazione come se conoscesse già quella donna, come se quella donna già facesse parte di lui. Non era mai accaduto che il suo cuore provasse tali sentimenti... nemmeno quando ripensava alla figlia del commerciante che aveva visto l'anno prima e a cui aveva promesso che sarebbe tornato...

Anche lei provava le stesse emozioni... "Ti amo Fatima... voglio trascorrere la mia vita qui con te... finalmente ho trovato ciò che desideravo" disse lui guardandola negli occhi.

"Anche io ti amo ma il tuo destino non è qui... tu devi trovare il tesoro, devi andare..." disse lei

"Ma il mio tesoro è qui, il mio tesoro sei tu!" replicò Santiago

"No... continua il tuo cammino e raggiungi la metà che aneli, io starò qui ad aspettare il tuo ritorno se lo vorrai... io sono una donna del deserto ed è questo il mio destino... guardare il deserto ogni giorno, scrutare all'orizzonte sperando che porti qualcosa di bello. E il deserto oggi mi ha portato te, ma tu in questo momento non mi appartieni e io non posso trattenerti...

...posso solo sperare che tu un giorno ritornerai e questo sarà il primo pensiero del mio cuore al mattino scrutando l'orizzonte..."

La scelta era difficile ma egli riflettè bene e capì che il suo posto non era lì, almeno non lo era in quel momento. Se fosse rimasto lì non sarebbe stato felice... doveva proseguire, trovare il tesoro e poi tornare dal suo amore perchè lei lei era una donna del deserto e lo avrebbe aspettato e solo allora avrebbero vissuto felici.

Non poteva aspettar oltre e, sebbene la guerra fra clan non fosse ancora terminata, caricò un cavallo e partì insieme all'Alchimista.

Oggi vi racconterò una storia...

...vi racconterò la storia di due destini che si incrociarono in una piazza di un paese del nord in un soleggiato sabato mattina.

Tutto iniziò così per gioco. Un semplice incontro come tanti altri... quelli a cui non dai tanta importanza perchè in fondo è gente che passa e non ti lascia nulla o quasi...

Capita a volte però che dietro a quel saluto nasce qualcosa di cui non ti rendi subito conto e che inizia a crescere piano piano con il passare delle ore...

E proprio le ore del mattino scorrevano tranquille insieme alle cose da fare. Si lavorava insieme, si imprecava dietro ad una tenda che non si capiva come andasse montata, si spostava un tavolo, si sistemavano le attrezzature...

Ogni tanto gli sguardi si incrociavano e nasceva un sorriso...

...poi ci si perdeva tra la folla e gli impegni...

...poi ci si ritrovava seduti su di una panchina a chiacchierare e scambiarsi i sogni... e ci si perdeva nuovamente fra un mi piacerebbe e un vorresti...

Il pranzo... un matrimonio... ripensare ad un passato che ha vissuto con te e non ti ha apprezzato prendendoti solo in giro lasciandoti tanto amaro in bocca e tanta sfiducia nel futuro...

Ciò che è stato ormai non ha più importanza perchè le cose possono cambiare da un momento all'altro quando meno te le aspetti e non ci si sta nulla a tornare sui propri passi per rimettersi in gioco e dimenticare tutte le promesse che si erano fatte per non soffrire più.

La giornata trascorse serenamente e terminò con la promessa di rivedersi...

...una promessa però che il destino non volle mai che si avverasse e non permise loro di annullare quei pochi chilometri che li separavano ancora per poche ore.

Il cielo tuonava forte... ormai non brillava più il sole nel cielo di nessuno e una fitta pioggia accompagnava una lacrima che scendeva sul suo viso... "mi mancherai..." diceva questa lacrima...

Non c'è perchè, non c'è per come, non c'è spiegazione per queste cose... del perchè accadono... di cosa vogliono significare... fanno tutte parte di quella categoria di cose che muoiono ancor prima di nascere perchè ci sono troppi zeri che le separano e sebbene l'amore non conosca confini e distanze, è pur sempre un sentimento umano e l'uomo ha le mani per esprimere i sentimenti e le emozioni e se le mani non riescono a toccarsi allora non si riuscirà mai a vivere completamente ciò che si prova.

E così fu... come trascorsero le ultime ore prima della partenza non ha molta importanza... queste sono storie senza tempo e senza luogo.

Mi dispiace non avervi raccontato una storia a lieto fine...

... mi dispiace non essere riuscito a vedere il lieto fine di una storia...

... mi dispiace restare nel dubbio che questo lieto fine poteva esserci come anche no e che tutto resti avvolto nel mistero...

... mi dispiace avere una valigia così piccola e dover lasciare un libro così grande e bello.

Meglio aver vissuto ed aver perduto che non aver vissuto affatto...

Storicamente vostro Jack

 

Postato da: JackCalatrasi a 12:39 | link | commenti (10) |

domenica, 22 maggio 2005
Din Don... il dottor Tagliabue è desiderato in...

"Jack!! Svegliati che è tardi e dobbiamo andare alla stazione! "

"?!?!!? Ma che diav... ma che ore sono?? E la sveglia?!?! "

"Ma come!!! Ha fatto cucù per cinque minuti e nemmeno l'hai sentita!!!"

"Ehm... ok corro a prepararmi..."

Erano le sei del mattino di uno splendido sabato...

Mi alzai dal letto barcollando e con gli occhi ancora chiusi alla ricerca del bagno... Era tardi cavolo e dovevo sbrigarmi...

Avevamo appuntamento con Marty alle sette e un quarto e, considerato che qui a Milas le distanze non sono proprio come a Gao, ci avremmo impiegato una buona quindicina di minuti per arrivare...

Colazione in cinque minuti, fuori in sessanta secondi... il mio intestino mi ringraziò molto quella mattinata!

Le macchine erano cariche di ogni genere di roba... medicinali, cartelloni, scatole e attrezzature mediche giocattolo... tanto che non si riusciva a vedere nemmeno dal retrovisore... e non era una cosa buona quando si dovevano percorrere strade in cui la velocità media era di 120 Km/h...

Destinazione Mons, Piazza De Pupis...

Avevamo da montare i gazebo, sistemare le sedie, i cartelloni e le varie attrezzature per aprire l'Ospedale dei Pupazzi nel più breve tempo possibile.

Il mio amico Frank mette anima e corpo in queste cose... lui è un ottimo studente di medicina ma entrambi facciamo parte purtroppo della grande categoria dei funcazzisti ovvero delle persone che fanno tutto nella vita fuorchè quel che dovrebbero, studiare seriamente per raggiungere in tempi non biblici i loro obiettivi...

L'ospedale dei pupazzi era un centro in cui i bimbi portavano i loro pupazzi malati a farli curare. Ad accoglierli c'era una equipe medica specializzata con tutte le attrezzature ed i mezzi, sia veri che giocattolo, che un normalissimo ospedale poteva avere.

Il bimbo arrivava in accettazione, registrava il suo pupazzo e diceva che malattia avesse e subito un medico era pronto ad accoglierlo per curarlo... poche volte si finiva in sala d'attesa perchè tutti gli ambulatori erano occupati.

Il fine di tutto ciò era abituare il bimbo ad avere un rapporto positivo con il pediatra perchè il dottore spiegava passo passo tutto ciò che faceva al pupazzo e il perchè lo faceva. Si instaurava quindi una sorta di transfert freudiano tra il bambino ed il pupazzo e tutto ciò che poteva procurare paura e dolore veniva esorcizzato in questo modo.

Davvero geniale come idea... dovevate vedere com'erano contenti i bambini quando uscivano dall'ospedale con il loro pupazzo guarito. Oltretutto era pure anche un'occasione per imparare perchè i medici non erano altro che i colleghi di Frank e non utilizzavano un oscuro medichese per comunicare con loro...

Tanti i casi di mal di pancia e mal di testa e uno solo di possessione demoniaca... (Daniele we love you...) Il bilancio della giornata era più che positivo! Cento i pupazzi visitati, 180 le foto scattate dal sottoscritto per ricordare l'evento e tanto tanto tanto divertimento e allegria!

Arrivati a sera eravamo tutti stremati dalla fatica e dal caldo ma felici di cotanto successo e non restava altro che smontare tutto e darci appuntamento al prossimo sabato in un altro paese limitrofo per replicare. Io non ci sarò perchè avrò fatto ritorno a Gao ma sono sicuro che sarà un altro successone.

Cos'è che ci fa conoscere una persona? Il modo di vestire e di presentarsi sono dei biglietti da visita ma dicono poco e nulla su ciò che si è veramente. Una persona tu la riconosci non solo da quello che fa da quanto impegno e amore mette in ciò che fa.

...e Frank è una persona che mette tutto se stesso in quello che fa. La maggior parte delle persone si ferma quando finisce il libro, lui invece va sempre oltre l'ultima pagina di ogni cosa... continuando a scrivere dove l'autore ha messo un punto.

Sono tante e tante le iniziative a scopo benefico che ha organizzato e tutte hanno sempre avuto successo eppure ci sono persone che non credono nel suo lavoro... anche suoi collaboratori... e lui s'incazza e pensa che sta sprecando tempo, che sta solo tardando a laurearsi mentre tutte le persone che gli sono intorno sono già in dirittura di arrivo.

Io penso che solo chi non fa un cazzo nella vita per se stesso e per gli altri perda del tempo...

Anch'io avevo dei dubbi sulla mia utilità e per questo ho intrapreso la strada del volontariato ma lui non ha nulla da biasimarsi. Io pagherei per vivere una vita così se fossi un monoblocco che studia da mattina a sera la lezioncina che il professore prescrive senza metterci nulla di mio...

Io e lui siamo fra quelle fortunatissime persone a cui non è stato imposto nessuno stile di vita... rimproveri, litigi con i genitori... questo sì ma mai qualcuno che ci abbia obbligato a compiere delle scelte o ci abbia messo su dei binari verso una destinazione ben precisa. Siamo stati liberi di scegliere le nostre strade e se adesso ci ritroviamo ad aver fatto certe cose piuttosto che altre è perchè esse riflettevano i nostri animi e i nostri modi di essere.

Pentirsi di averle fatte significherebbe pentirsi di essere ciò che si è e io non mi pento di ciò che sono e nemmeno lui lo fa sebbene si lamenti e si strappi i capelli ripetendo cento volte: "Ma a me chi me lo fa fare... ma io perchè faccio queste cazzate..."

Le fai perchè le vuoi fare Frank, perchè fanno parte della tua vita e anche se tu ti definisci un allegro piglia in culo ricordati che un sorriso di un bambino a cui hai guarito il suo pupazzo vale molto di più di un libro studiato in una settimana invece che in due mesi.

E se mi dici che il tuo stomaco non vive di sorrisi, io ti dico che lo spirito invece ne ha tanto bisogno e uno stomaco senza spirito è come un sacco bucato: lo riempi e lui è felice che è pieno ma poi si svuota e non resta più nulla.

Fanculo Frank a chi non crede in te...

Pupazzamente tuo Jack

Postato da: JackCalatrasi a 15:29 | link | commenti |

venerdì, 20 maggio 2005
Birùbirubiii...Smooth portatevi subito in via...

Stazione di Sahili...

 

 

Sono le 7.40 del 18 maggio... ma che fine ha fatto il mio treno? Ha piovuto tutta la notte e continua a piovere... fa discretamente freddo ed io ho soltanto addosso una maglietta ed un giubbotto jeans...

 

Eccolo finalmente...

 

Sono in viaggio verso Milas... avevo in programma di partire con tutta calma a metà mattinata ma fatti contingenti mi avevano fatto anticipare drasticamente l'ora della partenza.

 

Il viaggio fila tranquillo. Conoscevo già quei luoghi e solo la gente intorno a me cambiava.

 

Arrivo puntualissimo alle 9.05 e trovo il mio caro e vecchio amico Frank ad aspettarmi...

 

"Fraaank!!..."

"Jaaack...ehilà! Com'è andato il viaggio?"

"Tutto tranquillo, se non fosse che con il mio mega valigione ho bloccato mezza corsia del vagone e a tutti i passeggeri che dovevano passare con i trolley dovevo offrire il sollevamento assistito... erano tutte donne però...ehehehehe"

"Dai, andiamo che dobbiamo sbrigare un paio di faccende stamane..."

 

Ero contento di essere di nuovo a Milas ma soprattutto ero contento di rivedere Frank... è una delle pochissime persone con cui riesco a star bene nei periodi più neri e a cui devo davvero tanto perchè, in ogni momento in cui ho avuto bisogno, lui era sempre lì ad aiutarmi...

Una breve sosta a casa per lasciare i bagagli ed eravamo di nuovo operativi per le strade della città. Il tempo era contato perché alle 6 del pomeriggio dovevamo essere in sede 118 per prendere servizio.

Eh sì perché anche Frank fa parte di un’associazione di volontariato come la mia con la differenza che loro si occupano di pubblico soccorso.

Anzi è stato proprio lui a trasmettermi questo interesse e a darmi una mano a cercare un’associazione a Gao…

Ero emozionato all’idea perché sarebbe stata la prima e forse unica volta in cui avrei messo in pratica tutto ciò che mi avevano insegnato ma in situazioni ben diverse dal trasporto privato…

Le ore passarono in fretta e giunse il momento di prepararsi… tirai fuori la mia divisa rossa e la indossai sentendomi per un attimo come Louis quando indossò per la prima volta la tuta degli Acchiappafantasmi per andarli a salvare dalla trappola del malvagio Vigo… (se non avete visto il visto Ghostbusters 2 non potete capire di cosa parlo…)

In sede rividi le persone che avevo conosciuto un anno fa e tutti si ricordavano di me… anzi sapevano già del mio arrivo perché Frank glielo aveva preannunciato e aveva chiesto i dovuti permessi per farmi uscire come quarto uomo…

“Ok Jack… andiamo a controllare la macchina per vedere se tutto è in ordine…”

Non incontrai molte difficoltà nell’orientarmi nella nuova ambulanza, era pressocchè uguale a quella con cui di solito uscivo. Solo qualche oggetto occupava posizioni diverse.

 

Avevo quasi terminato la verifica con un’altra ragazza quando:

“Jack!”

 

“Che c’è Frank?”

 

“Ti devo dare una brutta notizia… Ho parlato con il responsabile assicurativo dell’associazione e mi ha detto che se non hai un certificato di competenza e abilitazione al servizio non puoi uscire perché l’assicurazione in caso di infortunio non ti coprirebbe…

Mi dispiace Jack ma non lo sapevo! Non puoi chiamare la tua associazione e vedere se ti mandano qualcosa per fax?”

“?!?!?! Eh… ma… sì… posso provare a chiedere una certificazione come esecutore di BLS e Trattamento ed immobilizzazione di politraumi ma… sta a vedere se me la fanno…”

 

Triste e sconsolato chiamai la Emlead ma a quell’ora non c’era più nessuno che potesse rilasciarmi una qualche forma di certificato…

Con gli occhi bassi ed il cuore piccolo piccolo mi diressi verso il centralino per dire a Frank che non c’era nulla da fare, che potevo passare la notte seduto su di una sedia ad aspettarlo che finisse il servizio… Lo trovai che parlava nuovamente al telefono…

“Frank… niente da fare…” dissi io.

“Jack, allora… per la certificazione di abilitazione puoi autocertificarti mentre per quanto riguarda lo scarico di responsabilità adesso compilerai una lettera e potrai uscire con noi dopo la mezzanotte nel secondo turno.”

 

Non credevo alle mie orecchie!!! Evidentemente c’era qualcuno lassù che non mi abbandonava mai…

Felice come non mai, cercai carta e penna per buttar giù due righe in cui dichiaravo cosa sapevo fare e la consegnai insieme all’altra lettera.

Dovevo solo aspettare l’ora X.

Per ingannare l’attesa gironzolavo qua e là, chiacchieravo col centralinista oppure con qualche collega o davo una mano a preparare la cena…

In tutto questo trambusto mi ero completamente scordato che di lì a poco sarebbe stato il mio compleanno… alla mezzanotte mancava infatti un’oretta scarsa.

Andammo tutti a cena e allo scoccare della mezzanotte mi limitai a dire auguri a bassa voce… Pochi sapevano che avrei compiuto gli anni ma non se lo ricordò nessuno sebbene l’avessi detto nemmeno due ore prima… ma questo non aveva importanza…

Eravamo pronti a prendere servizio ed aspettavamo la chiamata dal centralino del 118 per uscire…

 

 

Driiiiiiiiiiiin…. Il telefono squillò…

“Rissa tra extracomunitari in Via Burdellis… uomo a terra… recarsi sul posto in codice giallo…”

“Occhio Jack… stai attento perché può essere pericoloso anche per noi…” mi disse Frank…

A sirene spiegate giungiamo sul posto ma non troviamo nessuno!

Nessuna rissa, nessun uomo a terra e nessuno che sapeva nulla!!!

Torniamo alla base pensando che non era male un fake come primo servizio della notte…

 

 

Driiiiiiiiiiiiiiiin…. Il centralinista inizia a prendere nota per la nuova missione:

“Incidente auto contro in Via della Sboccia… coinvolte anche altre vetture, recarsi sul posto in codice giallo…”

Questa volta l’incidente c’era eccome!

Una mercedes, urtata in un incrocio da un’altra autovettura era finita in testa coda contro altre macchine che giungevano in direzione opposta e i suoi occupanti erano ancora nell’abitacolo. Mentre la polizia si occupava dei rilievi, noi dovevamo tirare fuori i passeggeri con le dovute precauzioni… e dire che quella macchina sembrava la casa della nonna del canarino Titty perché gli airbag esplosi sembravano delle simpatiche tendine bianche ai vetri…

Iniziamo ad imbracare uno dei due passeggeri… un gigante di un metro e novanta per 120 chili egiziano di professione macellaio!!!! Un tizio che era meglio non far incazzare per amore della propria interezza ed incolumità personale…

Con non poche difficoltà lo sistemammo sulla tavola spinale che in precedenza avevo preparato sulla barella e lo caricammo in ambulanza… il più malconcio era lui perché il conducente non si era fatto quasi nulla e ci dirigemmo verso il pronto soccorso.

Niente morti né feriti gravi questa volta però guardare un evento del genere da questa parte della barricata faceva un certo effetto… Sicuramente non era lo stesso di un passante che aveva assistito alla scena e subito dopo era tornato tranquillo a casa a guardare la TV !

 

 

In cuor mio ero contento di essermi riuscito a destreggiare bene o male in quella situazione. Mi ero occupato della preparazione delle attrezzature mentre Frank e gli altri si occupavano dei pazienti…

 

 

“Perché sei stato in disparte Jack? Volevo che tu partecipassi direttamente all’azione…” mi chiese quando facevamo ritorno alla base dopo aver sistemato tutto…

“Frank, non sono stato in disparte… ho fatto solo quello per cui sono stato istruito… ho preparato tutta l’attrezzatura ma il Caddy non lo sapevo mettere… e non dovevo essere d’intralcio” dissi io.

Rispose con un sorriso.

 

Biruuuubiruuu biiiiiiii:

“Smooth portati subito in Via Aieie Brazorf numero civico 22, rissa fra extracomunitari, polizia in loco, uno dei feriti perde molto sangue, codice giallo….”

“Jack… occhio di nuovo… stai attento e soprattutto stai in silenzio… la vedo brutta…”

 

 

Le parole di Frank mi misero un po’ di agitazione perché sapevo delle sue precedenti disavventure e di quanto facile sia in questi casi beccarsi qualche coltellata o venire aggrediti senza alcuna colpa… ma se quella sera mi trovavo su quelle quattro ruote era perché l’avevo scelto io consapevole di ciò a cui potevo andare incontro e scacciai dalla mente quei pensieri…

 

 

Arriviamo sul posto… ci sono quattro volanti della polizia… sangue ovunque sull’asfalto e un ragazzo di colore che si tiene una felpa stretta intorno al braccio…

“Ragazzi usate gli occhiali protettivi… ha una ferita profonda al braccio e potrebbe zampillare del sangue…!” 

 

“Jack fammi luce qui per favore che controlliamo le ferite del ragazzo… stai attento a non sporcarti…” disse Frank

“Subito Frank” e mentre illuminavo il braccio vidi una serie di tagli che gli avevano fatto con una bottiglia rotta… fortunatamente il sangue aveva smesso di uscire ma ne aveva perso molto ed era necessario portarlo in ospedale…

Lo caricammo in ambulanza usando teli e contro teli perché era tutto sporco…

Non era il solo però ad essere stato ferito… c’erano un altro ragazzo,Daniel, a cui avevano dato dei colpi in testa e presentava ferite anche sulla fronte…

Lo facemmo sedere sul sedile accanto la barella e io mi occupavo delle sue ferite mentre Frank e Cloe si occupavano di Amir.

La polizia stava facendo loro le domande di rito per capire cosa fosse realmente successo e si scoprì che i due erano stati aggrediti da altre due persone per scopo di rapina…

Due minuti dopo gli agenti tornarono con due persone vestite in maniera distinta e chiesero ai ragazzi se erano stati loro gli aggressori…

“Sì…”, risposero entrambi mentre gli altri due fuori negavano…

 

…e fu in quell’istante che sudai freddo perché mi trovavo solo, proprio in mezzo alle due parti e poteva succedere qualsiasi cosa considerato che c’era abbastanza odore di alcool nell’aria…

Bene che andava potevo prendermi qualche cazzotto perché la lite poteva riaccendersi…

Per fortuna non accadde nulla e potemmo avviarci verso il pronto soccorso.

 

 

Entriamo a Villa SantaSfiga e veniamo accolti da un infermiere che sembrava una via di mezzo fra Elvis e Piero Pelù per via della fantasiosa forma delle sue basette che ricordava molto quella di un auricolare blutooth…!!!

Solite formalità… registrazione dei pazienti… nome, cognome, bla bla bla…

Io stavo con Daniel ed ero un po’ sovrappensiero. L’infermiere disse ad Amir di andare a sedersi sul lettino… tutt’ad un tratto sentii un forte tonfo… alzai di scatto gli occhi e vidi Amir che si accasciava al suolo privo di sensi e tutti che adesso si affannavano intorno a lui… Che gente!…

Cazzo e meno male che non voleva andare al pronto soccorso e diceva di stare bene!!

Lo trasportarono di corsa in sala per curarlo e nel frattempo ci mandarono un medico per Daniel.

 

 

In un mondo come questo tu ti puoi aspettare di tutto tranne che incontrare un medico di colore che abbia pregiudizi verso un ragazzo extracomunitario… ma quella evidentemente era la notte delle sorprese e il dottor E.R. lì presente esordì dicendo:

“Eh si…ora questo è un drogato… lo teniamo qui tre ore e poi lo buttiamo fuori sennò se la prende con il nostro personale…”

La polizia stava sull’uscio insieme a noi…

“Allora…” continuò…

“Come ti chiami, che fai nella vita…” con tono acido…

“Che cazzo te ne frega a te!!” rispose Daniel…

“Allora… sentimi bene! A me non me ne frega niente di cosa ti spaventi… loro (indicando la polizia) sono qui per una cosa e io per un’altra, quindi adesso parla con me!” gli disse in tono minaccioso il dottore…

 

 

Io osservavo la scena allibito da dietro la sedia a rotelle e mi guardavo bene dallo spostarmi  da lì perché pensavo: “Se questo arriva a farmelo incazzare succede davvero un macello e io non voglio di certo andarci di mezzo per lui!”

Anche Daniel era un imponente omino come il signor macellaio della precedente intervento…

 

 

“Ma roba da matti… ma che cesso di ospedale!!” disse Frank… “lo dovrebbero far chiudere!”

“Hanno aspettato che quello collassasse per fargli una flebo!”

 

 

L’ambulanza era un mezzo disastro… schizzi di sangue qua e là, garze sporche e guanti sul pavimento… dovevamo tornarne in autoparco per disinfettare assolutamente tutto prima di riprendere servizio.

 

 

Erano le 4.20 del mattino…

In mezz’ora eravamo di nuovo operativi ma il 118 non chiamò più per quella notte e le ultime ore prima dell’alba le passammo in centralino a fare il karaoke e a far casino mentre gli altri dormivano nella camerata.

 

 

Alle 7.40 del 19 maggio smontammo dal servizio e la mia prima esperienza da vero soccorritore si concluse lì.

Ero contento perché, seppur nella mia limitata conoscenza, avevo dato il meglio di me senza combinare cazzate.

Avevo provato cosa significava andare in giro la notte rischiando veramente grosso per occuparsi degli altri…

… ho visto le lamiere contorte, il sangue ed i fumi dell’alcool…

… ho visto Frank che cercava di convincere un ragazzo della nostra età che la sua vita era più importante del rischio di essere espulsi dall’Italia…

… ho cercato di vincere le mie paure quando non sapevo cosa potevo trovare giù dall’ambulanza…

… ho visto in una notte ciò che non avevo provato sino ad ora…

 

 

… e tutto nella notte del mio compleanno…

 

 

“Jack mi dispiace di non averti portato fuori a festeggiare questa sera ma ti prometto che domani faremo qualcosa…”

“Frank… finiscila lo so che sei stato impegnato e poi il mio compleanno l’ho già festeggiato ieri sera con te in ambulanza!”

“Mi prendi per il culo Jack??… Ma che tristezza…ma che dici…ma per il proprio compleanno si esce, ci si diverte, ci si ubriaca….!”

“Frank… potrei uscire a divertirmi ed ubriacarmi ogni sabato… Mi dici in cosa differirebbe il mio compleanno da qualsiasi altro weekend?

Frank era da tanto che non passavo un giorno così.

Erano tre cazzo di anni che non vivevo un compleanno con serenità e gioia!

Ieri notte invece non è stato così… finalmente ho potuto fare una cosa che desideravo da tempo ed è stato solo per merito tuo.

Nell’ansia e del rischio ho trovato la gioia e la serenità di fare qualcosa di utile per gli altri e quella notte non la scorderò mai…

…questo lungo viaggio non scorderò mai… in cui credevo di stare ancora una volta fuggendo da me stesso e dai miei problemi…

… ed invece sto correndo verso me stesso e sento che presto arriverò!

 

 

‘notte Frank… ricordati di puntare la sveglia che fra qualche ora dobbiamo lavorare e…

 

 

Grazie!

 

 

Serenamente vostro Jack

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Postato da: JackCalatrasi a 01:27 | link | commenti (3) |

martedì, 17 maggio 2005
Treno Eurostar Italia 9488 diretto a Milas in partenza dal…

E si riparte alla volta di Milas… domani farò a gara nuovamente con la sveglia perché il treno sarà alle 7.41 e ci vogliono 15 minuti buoni per arrivare in stazione col traffico mattutino.

Mi dispiace lasciare Sahili… stavo bene qui e avrei voluto ancora visitare i dintorni ma non posso stabilirmi in un luogo che non è mio. E’ giunto il momento di andare in altra terra verso altre avventure e conoscenze.

Anche Santiago era tentato di restare nell’oasi dopo aver conosciuto Fatima e letto nei suoi occhi che sarebbe stata la donna della sua vita ma la sua Leggenda Personale non era quella. Egli doveva seguire il suo sogno e andare via dall’oasi perché l’amore vero non ostacola i sogni.

Lei era una donna delle oasi e le donne delle oasi aspettano sempre che i loro uomini ritornino e non passa mattina che guardino al deserto nella speranza di veder qualcuno arrivare.

Pensava che un giorno il deserto le avrebbe portato la persona della sua vita e così effettivamente accadde, ma quello stesso deserto se la riprese e lei adesso lo guardava con occhi diversi.

I suoi erano occhi che prima cercavano nell’immenso e nell’ignoto una luce, adesso invece attendevano pazientemente che ritornasse…

E non passava giorno in cui il suo primo pensiero era quello di guardare all’orizzonte…

 

Ma il vero amore esiste?

E’ veramente possibile che esso non interferisca con i propri sogni e sopporti l’immensità dei deserti?

Non ne sono più tanto sicuro… forse non lo sono mai stato e quelle che credevo prima erano solo mie convinzioni.

E se fosse un’entità troppo grande per l’uomo?

Se l’uomo si limitasse soltanto a viverne inconsapevolmente una parte pensando che invece sia il tutto?

Chi può dirlo… certo se confrontiamo il sentimento umano con quello di Dio è chiaro che Lui vinca 10000000 a 0 e palla al centro però è anche vero che i due sentimenti non sono paragonabili perché pur avendo lo stesso oggetto, amore verso un altro uomo, hanno intenzioni diverse…

Non ho risposta a questo… probabilmente esisterà e sarà per pochi eletti oppure sarà solo una chimera.

Di sicuro c’è che l’amore non è eterno per una semplice ragione… essendo un sentimento umano soffre della limitatezza dell’uomo… nasce e muore con lui… ha un inizio ed una fine. Se si è fortunati la sua fine può andare oltre la vita fisica e quindi non ci si accorgerà mai di averlo perso ma come ahimè accade la maggior parte delle volte esso dura meno di una vita…

E le persone che dicono: “ti amerò per sempre…” sanno bene che ciò non potrà mai essere vero… è solo un vezzo che ci si concede  perché sono tante e tali le cose della vita che potrebbero stravolgere un’esistenza…

Io avevo una persona che mi diceva dalla sera alla mattina che mi avrebbe amato per sempre, che avrebbe vissuto tutta la vita con me e che ero ciò che aveva sempre cercato e desiderato in tutta la sua vita… eppure sapete bene com’è andata a finire ed io ho smesso di domandarmi se aprisse realmente la bocca con cognizione di causa oppure ragionasse col culo e dicesse queste cose con la stessa leggerezza con cui un bambino butta a terra una pentola di acqua bollente…

Ciò che conta per me è quanto fossi realmente convinto io di quello che dicevo a lei e che le mie parole non erano vezzi…

Adesso so che potrei dirle ad un’altra persona… devo solo aspettare anche io che il deserto me la porti.

  

 

Questo è il primo viaggio che faccio alla ricerca di me stesso, la strada è ancora lunga e il tempo è poco. Voglio tornare a Gao dopo aver imparato qualcosa di veramente importante ed ecco perché non mi fermo un attimo, riposo solo quanto basta, non un minuto di più perché per il riposo c’è sempre la vita eterna.

Oggi pomeriggio però non ce l’ho fatta e mi sono lasciato rapire dalle braccia di Morfeo… sarà stata la mega grigliata di carne oppure i diversi tipi di vino che sono andati via come l’acqua… fattostà che il mio doveva solo essere un riposino da 5 minuti mentre di è trasformato in una vera e propria dormita da 1 ora e mezza!

Intanto qui il tempo è peggiorato. Il sole è venuto con me e con me adesso va via…

Una pioggia incessante iniziata nel tardo pomeriggio e che ancora perdura…

La valigia è quasi pronta, mancano solo le ultime cose…

 

 

Postato da: JackCalatrasi a 23:01 | link | commenti (2) |

lunedì, 16 maggio 2005
The world is not enough...

Le prime luci dell’alba filtravano dalla finestra semiaperta che dava sul cortile...

 

 

Ma che ore sono?… Com’è che la sveglia non è suonata?

Le 6.28… e a che ora era programmata? Alle 6.30… Ma guarda un po’?!?!… adesso ci mettiamo a fare a gara pure con le sveglie a chi suona prima!!!

Forza che il treno è alle 8.19…

Questo è il mio secondo giorno a Sahili. E’ bello qui… è tutto come lo avevo lasciato un anno fa, del resto il periodo era pure lo stesso.

Ieri sono stato un po’ in giro per la città sebbene fossi stremato dal viaggio e dai vari cambiamenti di mezzi di trasporto… aereo, bus, metro, treno… mancava solo la nave ed ero al completo… Il tempo era bello e faceva caldo… avevo portato il sole con me da Gao.

C’era tanta gente in piazza in centro ed una marea di turisti la cui attenzione era catturata anche da uno spettacolo di majorette organizzato dall’AIDO che per chi non sapesse è l’Associazione Italiana Donatori Organi. Questa infatti era stata la settimana dedicata alla donazione ed al trapianto e molte persone portavano la loro testimonianza di come avevano ricominciato a vivere grazie ad un trapianto…

Io non ci ho pensato su due volte ad iscrivermi quando ho visto lo stand anche perchè già da tempo era mia intenzione farlo. Mentre compilavo la domanda di adesione che per la cronaca ti chiedeva di ripetere le stesse cose per quattro volte (!!!) nome, cognome, via…bla bla bla… uno dei signori che stava lì vedendomi scrivere disse ad alta voce: “Che giovane convinto che abbiamo qui…”

Sentendo queste parole che mi suonavano un po’ come una presa per il culo, mi fermai ed alzai gli occhi e vidi che stava dicendo sul serio…

“Beh…”, aggiunsi io… “Una volta che sono morto cosa me ne faccio di quello che porto dentro? E’ giusto che venga utilizzato per salvare la vita di un’altra persona se è possibile e non che marcisca inutilmente in una cassa di legno. Del resto dei morti resta solo la memoria e le gesta, le spoglie mortali sparisco e comunque a nessuno mai salterebbe in mente di scoperchiare una tomba per ricordare un parente defunto…” Forse non si aspettava una risposta del genere perchè rimase in silenzio a guardarmi annuendo con il capo.

Eppure avrei voluto chiedergli quante persone si erano iscritte in quei giorni… non so bene cosa pensi la gente di queste cose ma secondo me dovrebbe essere non solo un dovere morale ma anche una cosa di cui andare fieri… una parte di se stessi che continua a vivere in un’altra persona…

Se non  fossi agofobico e non avessi una certa riserva nel farmi bucare il sedere da un ago sino ad arrivare alla spina iliaca diventerei anche donatore di midollo osseo ma ammetto di essere troppo fifone per questo… chissà forse un domani ci riuscirò… 

 

La seconda tappa del mio viaggio itinerante alla scoperta dei segni era Padua… lì mi aspettava un’amica. Anche lei era al corrente della mia situazione ed è stata infinitamente carina nel sopportarmi un’intera giornata portandomi in giro qua e là per le bellezze della sua città.

Ho passato davvero una bella giornata attraverso vicoli e vicoletti, ponti e giardini… Avete mai provato ad alzare gli occhi al cielo, osservare la prima finestra che vi capita ed immaginare ciò che vi potrebbe star dietro?

A me capita spesso di perdermi nei pensieri quando vedo uno stile, un colore o un addobbo floreale che catturano la mia attenzione. Cerco di entrare con l’immaginazione dentro quella casa per coglierne la storia, i suoi abitanti e le forme interne… E’ un gioco che si ripete da finestra a finestra, da angolo ad angolo…

Tutto ciò mi faceva ricordare le piccole casette che popolavano a tratti le rive del Danubio, con le loro verande e terrazze che si affacciavano sul grande fiume tra alberi dipinti dall’autunno di quattro colori diversi.

Le passeggiate nel pomeriggio lungo il Danubio… che bei ricordi… Tornerei volentieri indietro a riviverli anche se questo comporterebbe rivivere situazioni dolorose…

Ma lasciamo che il passato resti passato. Ciò che è andato può solo restare intrappolato nella nostra mente ma non ritornerà mai.

 

Il treno correva veloce ed io guardavo fuori dal finestrino il paesaggio che cambiava… e mi sembrava di guardare un film in cui le immagini si susseguivano rapidamente… e quelle immagini erano i miei ricordi… e le note che arrivavano alle mie orecchie erano la loro colonna sonora… 

 

Postato da: JackCalatrasi a 22:30 | link | commenti |

domenica, 15 maggio 2005
Ten hours before leaving...

Uff... e anche la valigia è pronta... è stata dura farci stare tutto e soprattutto non sforare i 15 Kg permessi pena sostanziose sanzioni pecuniarie...

Bah... non solo ti fanno pagare 2756 euro in più di tasse per una tariffa aerea di 30 euro ma hanno il coraggio di chiederti pure 3 euro per ogni chilo di eccedenza... e meno male che le mutande e i calzini in eccedenza per evitare di fare il bucato in casa d'altri non pesano così tanto!

La tassa per me più oscura fra le tante è la fuel surcharge oltre alla normale fuel tax... Mi domando se serva a coprire i maggiori consumi dell'aeromobile in caso di ingorghi agli incroci o nelle tangenziali del cielo oppure nel caso in cui il pilota faccia il figo con le pilotesse degli aerei adiacenti sgommando ad ogni semaforo... Misteri...!

Starò via da Gao solo per qualche giorno, non è ancora arrivato il momento di andarmene definitivamente. Tra qualche giorno sarà il mio compleanno e l'idea di trascorrerlo qui mi metteva un po' tristezza.

Noto con sommo piacere che la storia da un po' di tempo a questa parte si sta ripetendo... un po' come se fossi nel film "Ricomincio da capo" nella parte di Bill Murray che ogni mattina si sveglia e vive sempre lo stesso giorno.

Ebbene anche l'anno scorso sono andato via da dove vivevo verso la stessa destinazione di domani... fuggivo via perchè avevo scoperto che quelli che consideravo amici in realtà erano persone false, traditrici e che facevano il doppio gioco... e la cosa brutta è stata scoprirlo proprio pochi giorni prima del mio compleanno. Un periodo per niente facile in cui ero già alle prese con la fine di una storia di due anni, la più lunga di tutte le mie storie e quelle ultime scoperte furono la goccia che fece traboccare il vaso da notte.

Montai sul primo treno con la stessa felicità di chi ha fatto 6 al superenalotto ma la sua schedina non è stata trasmessa per un black out nella ricevitoria....

Fuggire dai propri guai però non serve a molto perchè quando torni loro sempre lì ad aspettarti tant'è che il latini dicevano animum debet mutare non caelum...

E infatti li trovai ad aspettarmi non appena misi piede fuori dall'aereo. Se non altro avevo visto gente nuova e vissuto situazioni diverse dalle solite...

Quest'anno non fuggo da nulla...

...non vado via per una storia finita male perchè sto imparando ad accettarla e a capirne il significato. Ho imparato che esiste il vero amore... quello che ti fa pensare solo a lei pur mantenendo la tua identità ed indipendenza, che non ti fa desiderare l'altrui donna, che ti fa stare bene e non ti rinchiude in pesanti schemi...

E sono contento di averlo vissuto pur avendolo poi perso. La mia amica Sophie pochi giorni dopo mi disse proprio che era meglio aver vissuto e perso che non aver vissuto del tutto pensando che l'avrei presa per cretina... ma ovviamente ciò non accadde perchè anche se in quel momento il dolore mi rendeva cieco, in cuor mio sapevo che aveva ragione.

Se non altro adesso so cosa sono, mi conosco meglio, so cosa posso dare agli altri e quali sono i miei limiti.

Ieri sera ho rivisto Jane... siamo stati a bere qualcosa in uno dei tanti locali che ho scoperto nel mio errare qui a Gao.

Il mare non era troppo distante e il vento di una notte quasi estiva riusciva a portare il suo profumo fra i tavolini.

Parlammo a lungo di tante cose. Nonostante ci conoscessimo da meno di una settimana mi trovavo a mio agio con lei... parlavo tranquillamente di episodi della mia vita, delle illusioni in cui mi ero imbattuto, dei miei sogni... e di quanto avesse un senso interpretare i segni della vita proprio come diceva l'Alchimista...

In tutto quel discorrere era inevitabile non approdare ai classici discorsi di cuore e ai rispettivi punti di vista...  disse che non pensava più ad una storia perchè non ne voleva accettare gli schemi...

Sospirai... ma non lo diedi a vedere.

Era la seconda persona che incontravo che credeva che le storie d'amore alla fine non fossero altro che un cumulo di sofferenti schemi e che lo stare con una persona significasse limare e perdere la forma della propria identità per far piacere all'altra persona...

Mi venne da chiederle con quali persone era stata per aver maturato una simile opinione che mi rendo conto sta diventando abbastanza comune e allo stesso tempo chiedevo a me stesso perchè io non ero d'accordo con lei.

In fin dei conti otto storie con otto persone e situazioni diverse, piene di gioie e dolori e tutte finite male... eppure non ho mai vissuto nessuna di queste come uno schema. Tutto mi veniva naturale com'era giusto che fosse perchè in amore non ci sono obblighi o divieti.

Io credo che una storia inizi a diventare uno schema quando l'altra persona non è realmente ciò che fa per noi eppure a volte si preferisce tollerare questo schema, cambiare se stessi, piuttosto che tagliare tutto e volgersi verso altri lidi.

Però capite bene che è triste cambiare per qualcuno, modificare il proprio essere per non urtare magari in uno scatto d'ira la sensibilità dell'altra persona. Filtrare il proprio animo senza considerare che prima o poi i filtri si intasano e si rompono...

Eppure come fai a spiegare che una storia non è questo?

Come fai a spiegare che in una storia con la S maiuscola (che non è quella di Superman...) non c'è nessun cambiamento, nessuna forzatura e che i difetti reciproci si accettano e sembrano piccoli piccoli perchè ripagati dalla felicità?

Non si può...

I sentimenti non si possono spiegare a parole... l'unico modo sarebbe stato prenderla per mano, portarla dentro di me e farle leggere ciò che era scritto sul mio cuore. Solo così avrebbe potuto capire ciò che avrei voluto dirle.

Stavo in silenzio ad ascoltarla bevendo ciò che restava del mio drink e guardavo i suoi occhi che si illuminavano quando sorrideva e diventavano più scuri quando parlava di qualcosa di triste e si avvicinava a me... "...ma tu cosa faresti in questi casi... non ti è mai capitato di perderti nei ricordi del passato e di averne nostalgia... ci sono momenti in cui mi blocco per questo..."

O si che mi è capitato, mi capita e mi capiterà ancora... solo che io sono più legato alle situazioni e alle emozioni che quelle persone mi hanno fatto provare più che alle persone stesse... cambia l'oggetto ma vogliamo dire entrambi la stessa cosa...

Mia cara Jane... dipendesse da me ti prenderei per mano e ti condurrei per le vie del mio cuore per mostrarti tutto ciò che non conosci...

... per mostrarti cosa ci sta dietro al regalare un sorriso a chi è triste con una festa di compleanno e fare qualcosa di grande chiedendo in cambio solo l'altrui felicità...

... per mostrarti che gli unici schemi sono quelli dei cruciverba o delle tue lezioni all'università

... per farti vedere come il vero amore possa cambiare in positivo il tuo modo di pensare, farti crescere e guardare al futuro con occhi diversi

... per farti credere che prima o poi verrà qualcuno che ti ripagherà di tutto il tempo che hai "perso" a conoscere le persone sbagliate

... per farti ricominciare a sognare e non scorgere più da lontano i tuoi begli occhi che fissano il tavolo e non brillano più mentre sei immersa nei tuoi pensieri...

... ma chi sono io per fare una cosa simile? Nessuno... e non ho nemmeno il diritto di farti cambiare idea su qualcosa che credi.

Mancano sei ore al volo...

Postato da: JackCalatrasi a 00:44 | link | commenti (8) |

mercoledì, 11 maggio 2005
Forse non sai quel che darei...

Forse non sai quel che darei
perchè tu sia felice
piangi lacrime di aria
lacrime invisibili
che solamente gli angeli
san portar via
ma cambierà stagione
ci saranno nuove rose

E ci sarà dentro di te
e al di là dell'orizzonte
una piccola poesia
ci sarà, forse esiste già
al di là dell'orizzonte
una poesia anche per te

Vorrei rinascere per te
ricominciare insieme
come se non sentissi più dolore
ma tu hai tessuto sogni
di cristallo, troppo coraggiosi e fragili
per morire adesso
solo per un rimpianto

E ci sarà dentro di te
e al di là dell'orizzonte
una piccola poesia
ci sarà dentro te
e al di là dell'orizzonte
una poesia anche per te

Perdona e dimenticherai
per quanto possa far male
in fondo sai
che sei ancora qui
e dare tutto
è dare tanto
quanto il tempo in cui
il tuo segno rimarrà
questo nodo
lo sciolga il sole
come sa fare
con la neve

E ci sarà dentro di te
e al di là dell'orizzonte
una piccola poesia
ci sarà dentro te
e al di là dell'orizzonte
una poesia anche per te.

(Elisa - Una poesia anche per te)

Per la serie tutto non succede mai per caso... quando un mese e mezzo fa uscì alla radio questa versione italiana di Life goes On di Elisa ero nel pieno del mio periodaccio nero. Rimasi piuttosto perplesso ascoltandola perchè in fondo aveva ragione...

... piangere lacrime invisibili che solamente gli angeli san portar via... perchè in questi casi sono forse più le lacrime che non si piangono rispetto a quelle che vengono asciugate dal fazzoletto e sono quelle più dolorose... bene o male piangendo uno si sfoga e poi si addormenta sfinito sperando che il nuovo giorno porti con se qualcosa di buono...

...e così sarà perchè cambierà stagione e ci saranno nuove rose... e ci sarà al di là dell'orizzonte una piccola poesia...

... ma forse questa poesia esiste già e aspetta solo di essere scoperta... e riflettendo ci bene amici miei è proprio così perchè del resto non sta scritto da nessuna parte che quando una cosa finisce non ce ne sia già un'altra pronta da cominciare. Finchè all'oggi seguirà un domani ci sarà sempre qualcosa di nuovo. Mi rendo conto però che è difficile da credere e l'ho sperimentato tante volte anche io, però più il tempo passa e più il dolore lascia il posto alla rassegnazione e la rassegnazione è un terreno molto fertile per i nuovi amori.

In questi giorni ci sono state diverse apparizioni e sparizioni nella mia vita e per ognuna di esse riflettevo se sarei mai tornato indietro sui miei passi se qualcosa di nuovo fosse andato in porto... anzi a dir la verità ci riflettevo proprio ieri notte perchè non riuscivo a prendere sonno per via del dolore alla gamba...

D'accordo... da quella persona avevo tutto... e anche questa cosa qui è opinabile perchè il "tutto" poteva essere frutto della sua infatuazione momentanea... ma ammettiamo pure ciò...

Una volta che la storia si rompe e ne conseguono certe immotivate azioni è naturale perdere prima di tutto la fiducia. L'amore può pur restare ma con quale coraggio, con quale serenità si potrebbe tornare a mettere in gioco se stessi con una persona di cui non sai se due mesi dopo o peggio ancora due anni dopo sei punto e daccapo?

La sicurezza non te la potrà mai dare nessuno, nemmeno lei. Solo tu puoi creartela e sarà diretta misura di quanto vuoi rischiare di farti ancora del male pensando invece di farti del bene e di seguire il tuo cuore.

Se non si vuol stare a soffrire tutta la vita purtroppo un po' di ragione bisogna usarla... se non si vuol perdere la propria identità appresso ad una persona per due anni e mezzo un po' di senno bisogna mettercelo...

Istinto di autoconservazione... un'ancora di salvezza che non funziona però per tutti... in me devo dire che è piuttosto spiccato o forse non è questo... forse è la mia filosofia che è diversa... la filosofia dell'amore come condivisione di se stessi e non come dipendenza fisica dall'altro...

Funziona più o meno così: tu offri te stesso ad una persona, se l'altra ti accetta e fa lo stesso con te allora sei la persona più felice e fortunata del mondo, se l'altra invece ti rifiuta ritiri al mano allora passi oltre.

E' più facile a dirsi che a farsi ma per chi come me ne fa una filosofia di vita alla fine ti ci abitui e ci potrai star male due, tre, quattro (e già son troppi..! ) mesi per la fine di una storia prima di ricominciare del resto fossilizzarsi in qual cosa non porta a nulla come anche le cosiddette "minestre arriquariate" minestre riscaldate, ovvero le storie che finiscono e si riprendono n volte, non sono mai cosa buona...

Eh si perchè se lasci una persona devi essere realmente convinto di quello che fai, devi porti mille e una volta la stessa domanda, perchè in quel momento hai in mano anche i suoi sentimenti e il suo destino e se lo fai con leggerezza allora sei un essere inutile che meriterebbe di provare altrettanto se non peggio. Se invece si è certi di quello che si fa allora si è altrettanto certi che non si tornerà mai più indietro perchè quella persona non è il tipo con cui si vorrebbe trascorrere una vita insieme.

Ricordo che l'unica volta in cui sono stato io a lasciare una ragazza mi ponevo un sacco di domande se quello che stavo facendo era giusto oppure no... se magari con un po' di buona volontà i problemi si sarebbero potuti aggiustare, se ci si poteva venire incontro... se era una crisi passeggera... e molte volte il mio cuore mi stava traendo in inganno portandomi a formulare false risposte... perchè contrariamente a quanto le donne possano pensare dei maschi, almeno io HO un cuore e stavo male per lei perchè vedevo che soffriva tanto ed ero tentato di tornare sui miei passi...

Eppure è bastata una sola domanda per rimettere il cuore al suo posto e riacquistare lucidità, una domanda che pochi si pongono:

"In tutto questo tempo credo di aver imparato a conoscere questa persona e bene o male so che tipo è... riesco ad immaginare una vita insieme a lui nella gioia e nella merda?"

Se la risposta è NO allora è meglio non andar oltre...

E per i furbi che pensano che si nascondono dietro al fatto che non sia l'età giusta per pensare a queste cose rispondo subito che a certe cose non ci si pensa... ma vengono naturali perchè vengono dal cuore...

Come del resto non ci si domanda mai se si ama veramente una persona perchè anche questa è una cosa che si sente e non ha bisogno di parole, anzi nel momento in cui affiora la razionalità significa che i sentimenti non bastano più !

La persona perfetta sarebbe quella che cade per amore ma rialza subito dopo e riprende a camminare stando attendo la prossima volta a non inciampare di nuovo.

Io aspiro a questa perfezione e per certi versi, seppur con i miei tempi, sono sulla buona strada... ma non è detto che voglia raggiungerla, ammesso che esista... mi bastarebbe solo riuscire ad essere più obiettivo in certe situazioni e non starci male più del dovuto... e questa è una cosa che auguro anche a voi amici miei se siete o siete stati nelle mie condizioni.

"Vorrei rinascere per te
ricominciare insieme
come se non sentissi più dolore...
"

Mi domando sempre da chi possano venire queste parole... potrebbe essere il / la migliore amico / a, potrebbe essere il proprio angelo o potrebbe essere una persona che ti conosce, che da sempre prova un sentimento d'amore per te e sta male come te vedendoti soffrire... Chi lo sa... Secondo voi chi è?

Però che cosa bella... una persona che vuole rinascere solo per te per ricominciare NON come se nulla fosse successo! Ma come se non si provasse più dolore, considerando chiuso il capitolo.

Vorrei tanto che questo post fosse utile a tutte le persone che sono indecise, che soffrono e perchè no... anche a quelle che sono felici per poter esserlo ancora di più scoprendo cose nuove...

Essere amati è come avere in pugno una pistola puntata verso l'altro... puoi decidere se finirlo oppure no.

...ma cambierà stagione
ci saranno nuove rose...

Life Goes On...

musicalmente vostro Jack

Postato da: JackCalatrasi a 23:11 | link | commenti (5) |

martedì, 10 maggio 2005
Fuoco cammina con me...

Era una calda mattinata di maggio. Ero da poco arrivato alla sede dell'Emlead e già stavo al lavoro per ripulire l'ambulanza. Gli altri ragazzi iniziavano a farsi vedere poco a poco e ognuno si occupava della propria auto.

Una bella lavata qua e là affinchè la polvere non offuschi nè i vetri nè l'immagine dell'associazione.

C'è da dire che pulire un'ambulanza è più impegnativo che pulire una macchina all'esterno, giusto perchè ne va della tua salute personale considerato che la maggior parte dei barellati ha come minimo la bronchite e come massimo chissà quale occulto morbo... ma a noi del settore queste cose naturalmente non ci spaventano e armati di mascherina e aspiratore d'aria compiamo il nostro dovere tutti i giorni....

...vabbè... GD90 a profusione e l'ambiente profumava come la pubblicità del bambino stupido che tocca il pavimento e poi si mette le mani in bocca...

Stavo terminando la barella quando ad un certo punto...

"Cazzo, cazzo!!!! Il fuocoooo, prestooooo!!!!

L'estintore!!!!

Dai che saltiamo tutti in aria...!!!! Sposta quella macchina subitoooooooooooo!!!! "....

Ma pork....dico io... ma che diavolo sta succedendo? Mi volto e vedo un collega che corre verso la macchina di Val quasi in fiamme con l'estintore in mano e un gruppo di persone che cerca di aprire il cofano ma nn ci riusciva... Alla fine questo infila di prepotenza il tubo dentro il cofano e spruzza...

Una nube bianca e densa subito ci avvolge...sembrava di essere in discoteca, solo che qui mancava la musica... faceva pure concorrenza alle nebbie maligne di C.S.I. solo che quelle ti fanno sparire, questa bene che ti andava ti intasava per bene i polmoni di polvere ABC.

...che poi non ho mai capito perchè si chiami ABC... forse perchè spegne un alfabeto di fuochi oppure perchè quando la respiri magicamente diventi dotto e inizi a parlare tutte le lingue del mondo prima di stramazzare... chi lo sa :-)

Io preferivo i cari e vecchi alogenati...

Cmq... morale della favola, il figlio del defunto Val era venuto a riprendersi la macchina di suo papà che era rimasta in sede nella vana attesa del suo padrone... e dire che non ci avevo mai fatto caso, forse perchè era sotterrata dalle altre auto...

Dio solo sa cosa è successo, tantè che ci fu un ritorno di fiamma ed inizio ad uscire fumo dal cofano. La poverina aveva intuito le sorti del suo padrone e aveva deciso di seguirlo abbandonandosi ad essere trainata dal carro attrezzi lungo l'inesorabile via dello sfascia carrozze. Riposa in pace anche tu...

Giusto il tempo di ripulire tutto il casino... sembrava fosse passato di lì babbo natale con un sacco bucato di neve o di cocaina.. fate voi :-P e subito ero fuori per i soliti servizi, ignaro di ciò che mi stava per accadere.

Andiamo a prendere il signor Brodini per lasciarlo a casa.. sta al secondo piano di Via dello Sgarrubbo 25, un palazzo vecchio senza ascensore naturalmente e con le scale strette.. quelle che ti fanno imprecare ad ogni pianerottolo perchè non riesci a girare con la sedia...

Ebbene...essendo il paziente non deambulante, per salirlo a casa è necessario usare una sedia particolare tipo portantina romana... Io sono il leader della situazione perchè sto davanti mentre il mio collega dietro.. e iniziamo a salire il signor Brodini.

Non faccio nemmeno in tempo a salire 6 gradini che ad un certo punto, forse èperchè la sedia era spinta troppo dal collega, il piede mi rimane incastrato fra il gradino e una bacchetta della sedia e.... PAAAAAAAAAAMMM !!!!!!!!

Cado rovinosamente sulle scale e sbatto violentemente la gamba sullo spigolo di un gradino...

Non ricordo quanto abbia imprecato nel giro di due o tre secondi, sia ad alta che a bassa voce per mantenere un attimo di contegno... Sicuramente lo swear rate sarà stato molto elevato... (per quanti non capissero il gergo tecnico, lo Swear Rate è un po' come il Bitrate, ovvero la velocità con cui ti escono le parolacce dalla bocca :-) )

Un dolore allucinante anche perchè la sedia si era delicatamente adagiata sul gradino con in mezzo la mia gamba... poteva finire sicuramente peggio se il paziente si faceva qualcosa ma si prese solo uno spavento...

Morale della favola... cercando di vincere il dolore, ho continuato a salire per portarlo a casa e dopo averlo trasferito sulla sua sedia a rotelle sono corso... si fa per dire... al bar per farmi dare un po' di ghiaccio...

Wow... avevo davvero un bel bombolone dolorante... (che continua tutt'ora a farmi male).

Pazienza, il giro doveva continuare e avevamo ancora due pazienti...

Mai nessun giro mi sembrò più lungo quanto quello di questa mattina. Una volta tornati in autoparco andai a mangiare qualcosa e, claudicante, mi diressi verso il mio mare a cercare il pezzo di legno che avevo lasciato la volta prima per sedermici di nuovo e leggere così in santa pace il mio libro... naturalmente non lo trovai ed iniziava a fare un caldo boia per stare sotto il sole vestito di rosso...

Lessi qualche capitolo poi mi venne la bella idea di chiamare Jane, avevo voglia di sentirla dato che dai messaggi tutti incollati che mi aveva inviato il giorno prima non si riusciva a capire laconicamente una mazza... ma anche qui ci si mise di mezzo il dio etere perchè il cellulare del ben noto operatore eolico non prendeva bene in quel punto!!!...

...ma va... al mare no e davanti al bidone della spazzatura si invece... che romanticismo...!!!

Due chiacchiere, quattro battute ed un "a presto!" ... certo una conversazione fiume con una tariffa a secondi non sarebbe stato il caso ma la speranza è l'ultima a morire ed io spererò che ricarichi presto il suo cell così potrà mandare finalmente messaggi comprensibili "senza perdere il filo del discorso" :-)

Chiusa la telefonata mi avviai verso l'autoparco perchè faceva troppo caldo e soprattutto c'era un faro spento dell'ambulanza che mi aspettava ansioso di essere riparato e tornare ad illuminare la strada...

Nel pomeriggio fortunatamente non successe nulla di negativamente memorabile. Un ricordo positivo però ci fu... il decollo dell'elisoccorso del 118 dall'eliporto dell'ospedale San Tarallo. Eravamo lì per prendere un paziente e per ingannare l'attesa, dopo aver scorto di lontano il rombo di un elicottero che stava atterrando ci siamo diretti di gran carriera verso la pista ma il mezzo era già atterato e stava facendo rifornimento... peccato...

Stiamo un po' lì, appoggiati alla sbarra di ingressom, a guardare affascinati le macchine di Leonardo e scambiammo due chiacchiere con uno dei piloti. Stava nuovamente per decollare per trasportare una neonata da un ospedale ad un altro molto lontani tra loro...

Aspetto ansiosamente la partenza... caricata la culla termica si iniziano a sentire i motori e le pale iniziano a girare... in pochi istanti si solleva un vento fortissimo che ci butta addosso di tutto!! Poco ci mancava che ci buttasse addosso pure una coppia di cani elicotteristi che stavano lì a pomiciare allegramente!!!

Il mezzo si solleva con un po' di incertezza... percorre qualche metro, volta su se stesso e poi prende il volo... che bello... mi piacerebbe volare in elicottero... ma mi accontento di averlo visto decollare dal vivo per la prima volta nella vita :-)

Si era fatto tardi, il paziente era pronto e la giornata stava ormai per volgere al termine...

Volontariamente vostro

Jack

Postato da: JackCalatrasi a 21:59 | link | commenti (3) |

lunedì, 09 maggio 2005
E se non fosse amore ma affetto...

Sophie: "Jack, cos'è per te l'amore? Cosa ci fa amare una persona? Come riconosciamo l'amore dal semplice affetto? Come distinguiamo l'amore da un bisogno? 

Non so... per me le risposte sono chiare e dentro di me... ma come si fa a spiegarlo a qualcuno che non sa leggersi dentro? Come si fa ad usare delle parole per descrivere tutto? Che parole di dovrebbero usare?? "

Jack: "L'amore è provare per il nostro compagno/a affetto, stima, fiducia incondizionata.
Amare di lui/lei anche i difetti, sentirsi completi al loro fianco, pensare ad una vita senza di lui/lei come ad una vita incompleta. Avere coscienza di questo stato d'animo e quindi salvaguardarlo da tutti le eventuali debolezze umane..."

Sophie: "Una vita incompleta...questa cosa mi é piaciuta.
E sono anche d'accordo sul fatto che amare i difetti della persona... accettarli e farli quasi parte della vita della coppia sia un fatto importante...

Ma se qualcuno prova tutte queste cose... peró non riesce a riconoscerlo come amore....

che chiave di lettura gli si puó dare? Dall'esterno sembra sempre tutto chiaro..."

Jack: " Ho dimenticato di scrivere, che l'amore non è razionale, non è una cosa opinabile, è una cosa che si prova col cuore, con la mente e col corpo, non si puo' razionalizzare, non lo si puo' riconoscere a domanda e risposta, lo si sa e basta...

La domanda che ci si puo' porre al massimo è: perchè io mi comporto e provo questo al di la' di qualsiasi comprensione plausibile e razionale?

Risposta: perchè la/lo amo! "

Sophie: "Io sono d'accordo... non si puó spiegare quello che si prova... il perché e il come... per questo mi chiedo come si possa fare per chi non é capace di leggersi dentro.

La cosa che ti rende felice é vedere quella persona al mattino. Le discussioni con quella persona ti fanno capire cose di te che non avevi mai nemmeno pensato. L'averla vicino ti fa voler essere migliore e andare oltre i limiti di te stesso. Quando non l'hai vicino senti come se la tua "casa" sia lontana.

Per me questo é amore. Ma come si fa a farlo capire a chi non l'ha mai provato e non riesce a riconoscerlo? "

Ripenso a quando mi scrivevi queste cose cara Sophie... sembra passata un'eternità ed invece è passato quasi un anno...

Da quanti anni ci conosciamo? Sei? Sette? ... Le serate passate alla tua scrivania a studiare... la tentazione di guardare fuori dalla finestra era forte... là fuori c'era il mondo che scorreva, il popolo del sabato pomeriggio che faceva su e giù per il viale per organizzare la serata... la vigilia di Natale passata sui numeri e le materie che nonostante ciò non passavano...

Quanto tempo è passato... in tutti questi anni ho assistito a molte cose. Le tue sparizioni e i tuoi ritorni, il tuo erasmus, la tua ricerca di un futuro in mezzo al caos di possibilità e sogni che ogni laureando ha... Ti ho visto cadere tante volte e ti sei sempre rialzata... Anche l'ultima volta...

Un anno fa quando non riuscivi a credere che il tuo sogno si stava avverando. Finalmente eri sulla cresta dell'onda. Una collaborazione all'estero, un ragazzo che aveva risvegliato in te desideri e passioni ormai sopite che le precendenti persone non erano state in grado di cogliere.

Ti invidiavo ma ero felice per te. Io invece stavo sempre dietro al mio sogno che non voleva avverarsi...

Eppure ti ho vista cadere. Ho visto il tuo sogno infrangersi come un'onda sugli scogli, se mi fossi messo a contare tutti i pezzettini in cui ti eri frammentata probabilmente starei ancora qui a farlo e ci vorrebbe ancora tanto tempo. Stavi come sono stato io quando ho messo piede qui a Gao...

Forse il tuo paese ti avrebbe aiutato ma stavi lontano e non potevi tornare indietro e così vivevi attaccata ad una finestra di messenger sperando che qualcuno passasse anche solo a salutarti e che ti tenesse compagnia dietro la muta presenza della scritta "In Linea"... persa nei tuoi deliri e nelle tue azioni che chiunque, persino i tuoi amici, avrebbe giudicatoprive di senso e che solo un innamorato come te avrebbe potuto capire... E il minimo che avrebbe potuto fare sarebbe stato sedersi accanto a te, abbracciarti e lasciarti piangere sino a che le lacrime non avessero portato via tutto il tuo dolore.

Io sono stato lì, ho visto tutto ciò. Non passava mattina che non mi collegavo per vedere come stavi e anche se non stavo davanti al computer e uscivo, lasciavo la mia muta presenza lì davanti a te perchè sapevo che non era tempo perso e mi dispiaceva quando non riuscivo ad esserci.

Non c'era bisogno di frasi di circostanza perchè per quelle bastavano già le altre persone...

I mesi passavano, la tristezza restava ma il dolore non era più come prima.

Ci siamo visti dopo tanto tempo ad ottobre. Siamo stati insieme cinque bellissimi giorni in cui ho visto tutto il non sense che c'era intorno a te e che ti aveva procurato tanto male ma non sapevo che dire, potevo solo cercare di distrarti... potevo solo constatare ciò e aggiungere un altro capitolo alla grande enciclopedia della mia esperienza.

Le cose intanto per me erano cambiate... Il mio sogno si era finalmente realizzato. Ero al settimo cielo  per Tina. Finalmente avevo trovato una persona di cui accettavo tutto perchè non mi pesava nulla, una persona che era fantastica perchè portava con sè tutto ciò che avevo sempre desiderato.

E anche in me si erano risvegliate passioni e desideri che nemmeno credevo esistessero più e camminavo a due metri da terra e questa volta eri tu ad invidiarmi.

Ironia della sorte... anche il mio sogno si è infranto... e proprio nello stesso periodo in cui si infranto il tuo.

Anche io stavo appeso ad una finestra cercando di sfuggire alla solitudine e ai mille perchè che non hanno avuto e non avranno mai una spiegazione. L'avranno solo se vorrò impormela io, se vorrò far credere a me stesso qualcosa che non sia la solita cosa: "Si vede che era destino che non andasse avanti. Si vede che non era vero amore"

E tu, come me allora, eri lì.

Le persone che erano lì si potevano contare sulla punta delle dita di una mano. Chi l'avrebbe mai detto...

"Se ti seguissi sino a casa, mi terresti con te"... E tu: "Hmmmm... no!" :-)

Giunti a questo punto della vita credo che due persone non possano veramente essere unite dall'amicizia se non abbiano condiviso e sperimentato qualcosa di profondo insieme da riuscire a capirsi solo con una faccina triste.

Sono felice che tu ci sia.

Spero di esserci anche io per te sempre.

Ti Voglio Bene Sophie, non te lo scordare mai!

Jack

Postato da: JackCalatrasi a 22:28 | link | commenti (5) |

domenica, 08 maggio 2005
Ciò che rende interessante la vita è la possibilità di realizzare i sogni...

Santinumi del firmamento... ho ancora la nausea... non sarà mica che sono incinto?? e dire che l'ultima volta che ho avuto una relazione senza barriere è stata più di due mesi fa... Hmmmmm forse ci stiamo dentro con le date... O forse è stato tutto l'alcool di ieri sera ed il supercockatil conclusivo che ha fatto la differenza!

Le notti qui a  Gao sono davvero belle se hai con chi passarle scherzando in allegria... Ieri sera sono stato John e Cristal e cinque loro amiche a bere una birra in un locale molto carino. Cristal è una mia collega d'università e John il suo ragazzo, due persone davvero simpatiche e divertenti!

Ore 10pm al locale, posto riservato nella vip zone in cinque splendidi puff (gli altri tre erano cuscini ma... chi tardi arriva male alloggia :-) ), più 100 varietà di birre da tutto il mondo, musica lounge... cosa si può desiderare più dalla vita?!? Ci sediamo prima noi cinque, mancano ancora tre ragazze... eccole... le vedo da lontano, portano mezz'ora di ritardo ma nessun problema... per legge entro un ora si può considerare ancora appuntamento :-)

"Piacere Britney...","Jack...","Piacere Angel...","Jack..."," Piacere Jane..."..."Jack...piacere mio"...

Jane... che begli occhi. Di solito quando saluti una persona la guardi negli occhi per non più di un istante, giusto il tempo di salutarla e poi lo sguardo automaticamente cambia direzione oppure si abbassa. Il mio invece era rimasto fisso su di lei per più di un istante...molto più...tanto che lei se ne accorse... ma ero catturato da quello sguardo, da quegli occhi grandi e scuri che, pensavo tra me e me, avrebbero brillato di più se le luci del locale fosserro state meno soffuse.

C'è chi dice che gli occhi scuri sono molto misteriosi, affascinanti... tutto ciò dove si perde la luce porta con sè sempre qualcosa di misterioso. Non ti ci puoi specchiare, puoi solo perderti nella loro ignota immensità e riemergere quando lo sguardo cambia direzione... e tu non vorresti mai che lo sguardo cambiasse direzione.

Ok! Si beve... chiamiamo Jack... eh si il cameriere mastro birraio si chiama proprio come me... ordiamo le prime birre e qualcosa da mangiare e iniziamo a chiacchierare allegramente. Jane è seduta accanto a me, parliamo un po', mi racconta cosa fa nella vita, dei suoi viaggi, dei suoi desideri e di ciò che vorrebbe fare... andare via da Gao alla prima occasione...

Chi è che non vuole andare via da Gao? E' opinione comune, ho incontrato diverse persone di quest'idea...io non posso contraddirli nè approvarli perchè sto da così poco qui...

Il tempo intanto passava e le birre finivano come acqua nel deserto... Eravamo al terzo giro... o meglio io e lei eravamo al terzo giro, gli altri si erano fermati chi al primo, chi al secondo... La serata era carina, stava andando bene.

Usciamo dal locale verso l'una e mezzo... saluto John e Cristal che tornano alle loro maison e continuo la serata con Jane, Angel e Britney... prossima tappa il centro. Passeggiamo un po' ... ci si prende in giro... io e Jane giochiamo a spingerci contro i pali... ci fermiamo in un posto in cui un cocktail costa 2,50 Euro... grandioso!!... chiedo al barman di prepararmi due cocktail la cui formula era stata sperimentata da un mio vecchio amico e lo offro a Jane... Lei sembra gradire... dico sembra perchè non sai mai quando una donna sta dicendo la verità o sta mentendo, ancor più se sei alla prima uscita e non conosci nulla di lei...

Stiamo lì un altro po', poi si fa tardi e ci dirigiamo verso le macchine... un fugace saluto e la serata termina lì.

Un cornettino non sarebbe stato male ma la mia proposta era stata bocciata nel giro di un'occhiata... così non mi restava che farmi una passeggiata al mare per smaltire un po' la sbornia...

Fermai la macchina sul lungo mare... c'erano solo poche anime vista l'ora tarda che erano ben impegnate ad animare la loro serata... tirava un po' di vento ma la serata era tranquilla...

Mi fermai a pensare... a pensare ai momenti passati con Tina in riva allo stesso mare... eh si perchè il mare è come il cielo, in qualunque parte del mondo tu ti trovi è sempre lo stesso... potrà cambiare nome, temperatura, colore, ma resterà sempre lo stesso.

I sogni e le promesse fatte alle stelle... svaniti in un attimo come il bagliore di una stella cadente... una luce così intensa da lasciare un segno profondo nel tuo cielo ma ahimè altrettanto breve...

La cosa che rende interessante la vita è la possibilità di realizzare i sogni...

...recita così una frase dell'ultimo libro che sto leggendo, "L'alchimista" di Paul Coelho... non è un romanzo d'amore, non ti spiega come un'attrazione fisica e sentimentale possa nascere da una combinazione di odori perchè quella è chimica non alchimia... parla di un viaggio alla ricerca di se stessi, dell'interpretazione dei segni, della realizzazione dei propri sogni... non ha un'ambientazione... o meglio... ce l'ha ma non è il luogo che conta.

Sono situazioni che prescindono da luogo in cui avvengono... non farebbe differenza attraversare la steppa russa e raggiungere gli Urali o il deserto del Sahara per giungere alle piramidi, l'importante è raggiungere la meta non fermandosi di fronte alle difficoltà che il destino ci pone davanti.

Chi è che non insegue un sogno nella vita? Se non hai un sogno non vivi... o meglio... vivi perchè la tua vita biologica va avanti finchè metti cibo e acqua nel corpo ma ti sembra tutto piatto, statico... che non farebbe differenza se finisse oggi o domani perchè tanto l'oggi sarebbe uguale al domani.

Anche quando decidi di non sognare più perchè il sogno che desideravi tanto e che si era finalmente realizzato si è infranto in mille pezzi, non smetti mai di sognare. Lo neghi solo a te stesso ma non smetti di crederci. E' la classica frase che si dice quando una storia finisce: " non mi innamorerò più perchè non voglio più soffrire" e poi due mesi dopo sei punto e daccapo :-D

Sogno e amore sono due cose che si abbracciano vicendevolmente, che si intrecciano, che hanno una matrice comune.

E voi credete nei sogni? Quali sono i vostri? Il mio...beh... penso lo abbiate capito... il mio più grande sogno è poter tornare nella mia città e viverci per tutta la vita... ma adesso non posso... non sono ancora pronto, potrò solo quando avrò ritrovato quella parte fuori e dentro di me che adesso mi manca... e anche se a volte potrei apparire disilluso, lamentandomi della sfiga cosmica che per ora mi avvolge nelle sue torbide nebbie, in cuori mio sono sicuro che prima o poi anche il mio sogno si realizzerà :-)

Oniricamente vostro Jack

 

Postato da: JackCalatrasi a 22:33 | link | commenti (3) |