Sei sei triste, se ti senti solo/a, se i tuoi genitori limitano la tua creatività proibendoti di scrivere le tue massime sui muri di camera tua allora questo è il posto giusto per te... Se vuoi suicidarti invece no! :P
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Nome: Jack Calatrasi
Sono Jack Calatrasi, nato in Italia ma emigrato in America per lavorare presso L.A. Santadellabalera Memorial Hospital. Ho lasciato il mio mondo per venire a Gao per ritrovare l'altra parte di me che ho perso.
utente anonimo in Descrivere se stessi...
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Tuuuuuuuuuu...
"Risponde la segreteria telefonica di Jack Calatrasi. Sono momentaneamente defunto, se volete potete lasciare un messaggio dopo le campane e riposare in pace nella speranza che mi arrivi..."
Santinumi che giornata... sono distrutto!
Non c'è male come ultimo giorno di servizio all'Emlead prima delle vacanze... solo un copertone dell'auto sventrato e un'ora e mezza nel traffico per rientrare in autoparco grazie alla festa della santa patrona di Gao...
Tutto sembrava esser cominciato nel migliore dei modi...
Birubì... birubì... birubirubì...
Blob! Sono già le sei... accidenti a st'esame del cavolo che vado a fare giusto per non lasciare intentata la sorte... Quanto odio Elettronica 2 da uno a ventinove materie? Trenta!!!! E intanto bisogna pur provare, magari capita il compito che sai fare anche se non ti ricordi un tubo...
Naturalmente così non fu. O meglio il compito era semplice ma era tanta la mala voglia che non ricordavo nemmeno le uniche cose che sapevo... Evabbè ci rivedremo a settembre... tanto ormai il prof mi conosce e nemmeno ho più bisogno di alzare la mano quando chiama l'appello! Fa tutto da solo 
Che fare... sono le dieci del mattino e lo stomaco reclama una colazione di mezza mattinata...
Passo dai laboratori del piano terra per invitare al bar Sarah e miracolosamente la trovo... era arrivata da cinque minuti così le chiedo se voleva festeggiare con me il "non esito" del mio esame (se Alice nel paese delle meraviglie festeggia il suo non compleanno perchè io nn dovrei festeggiare il mio non esame?)
Sorseggiando il mio succo di frutta, le racconto della disfatta e di quanto fossi di malumore per questa cosa... tanto che non riuscivo ad essere felice del fatto che due giorni dopo sarei partito per andare a trovare finalmente Aradia...
Avevo bisogno di depurare la mia mente.. forse era il caso che bevessi Uliveto e Rocchetta le acque della salute non certo del portafoglio però.
Uh... è quasi ora di pranzo! Devo tornare a casa che di pomeriggio ho il turno all'Emlead. Saluto Sarah dicendole che sarebbe sarebbe stata la benvenuta se avesse deciso di venirmi a trovare con la sua cricca di eroi, monto in macchina e parto.
Che caldo che fa... davvero piacevole questo mal di testa che pian piano sta germogliando in me. L'ideale per passare tranquilli un pomeriggio in ambulanza.
Arrivo in sede, posteggio il motorino e mi dirigo verso la sala operativa...
"Jack oggi pomeriggio esci in auto e non in ambulanza, questo è il tuo giro"
Uh... figoso! Vuol dire che per le sette avrò terminato. Potrò andare a vedere i fuochi d'artificio alla marina...
Vediamo un po'... devo andare al centro De Buchis... ok iniziamo a fare strada piano piano che tanto non c'è fretta.
Solite strade, solito traffico pomeridiano... solito tutto... sembrerebbe niente di nuovo sul fronte occidentale, ma il pericolo era in agguato...
Arrivo al centro e giusto perchè c'era un casino di macchine incolonnate tipo drive in dentro il cortiletto, mi stringo un po' al marciapiede per poter entrare. Avanzo piaaaaano piaaaaaaanoooo e...
PAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAM !!!!!!
Pffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffffff.... e una nuvola di polvere bianca si alza da terra vicino alla ruota destra...
Non un suono, non una imprecazione uscì dalla mia bocca nell'istante in cui realizzai cosa fosse accaduto... mi ci vollero 5 minuti e 40 secondi per dire qualcosa...
Ma porc caz figl di put di gran cruc di una ev @@@@@#####!!!!!!@#******++++
Come diavolo è esploso il copertone vorrei tanto capire io???
Ah... stupido pezzo di ferro del cavolo!!!! Era il ricordo di un defunto paletto rimasto conficcato dell'asfalto...
E che dobbiamo fare... cambiamo la ruota, tanto il tempo c'è... Cinque secondi come al box ferrari...
Ce ne vollero 40 ma di minuti per cambiare quella stramaledettissima ruota.
Dieci per capire come si tirasse fuori dal supporto di pastica quella specie di crick.
Dieci per litigare con i guanti in lattice che si attorcigliavano alla biella manovella che serviva per pilotare il crick prima che venissero strappati e scagliati violentemente lontano.
I restanti sono stati più o meno equamente divisi fra lo svitare i bulloni, togliere la ruota sporcandosi naturalmente tutte le mani e la divisa, rimontare quella nuova, asciugarsi il sudore stando attenti a non diventare il rambo della situazione e finalmente rimettere a terra la quattro ruote...
Nessun problema durante il giro ma l'imprevisto ancora una volta era in agguato... le disgrazie arrivano sempre a coppie.
Un ora e mezza nel traffico per tornare in autoparco da quella che doveva essere la via più veloce a causa del blocchi del traffico che c'erano sul lungo mare...
Alle nove ero finalmente a casa... stanco, nervoso, necessitante di lavaggio ma con la voglia di andare a vedere i fuochi. Tutti mi avevano dato bidone tranne Jane. Andammo insieme.
Durante il tragitto mi chiese se fossi pronto per il viaggio e io le risposi che ci stavo ancora lavorando su. Questa volta sarebbe stato diverso perchè la destinazione era la mia città natale.
Nemmeno quattro mesi or sono sono partito per venire qui a Gao con la speranza un giorno di poter tornare a casa. Ho attraversato tante terre, Sahili, Milas... ho incontrato tante persone, Jane, Gina... che hanno influito sul mio cammino e adesso il destino mi ha di nuovo offerto la possibilità di tornare.
Nemmeno quattro mesi or sono credevo ciò una remota possibilità...
Inutile dire che la felicità è tanta quanto la paura di tornare in un luogo così importante in cui si raccolgono i frutti di ciò che si è imparato e ci si rende conto se veramente il passato è diventato solo un ricordo. Mi ero quasi abituato a Gao, stava per diventare la mia città.
Per certi versi non era poi così male... per certi versi stavo facendomela andar bene...
Ancora qualche giorno e ogni dubbio sarà dissolto, ogni paura svanirà...
Ancora poche ore e finalmente potrò baciare la mia amata terra...
Ansiosamente vostro Jack
Quando quel lontano due maggio iniziai a scrivere questo blog non pensavo minimamente che in soli tre mesi avrei raggiunto così tante visite...
Ci sono persone che sono ormai diventate una presenza fissa, altre invece che si fermano silenziose a leggere e a riflettere...
Il mio pensiero va a tutti voi.
Grazie per la vostra presenza.
Vostro Jack