Sei sei triste, se ti senti solo/a, se i tuoi genitori limitano la tua creatività proibendoti di scrivere le tue massime sui muri di camera tua allora questo è il posto giusto per te... Se vuoi suicidarti invece no! :P
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Nome: Jack Calatrasi
Sono Jack Calatrasi, nato in Italia ma emigrato in America per lavorare presso L.A. Santadellabalera Memorial Hospital. Ho lasciato il mio mondo per venire a Gao per ritrovare l'altra parte di me che ho perso.
utente anonimo in Descrivere se stessi...
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"Non riusciamo a cambiare le cose secondo il nostro desiderio, ma gradualmente il nostro desiderio cambia.
Non abbiamo saputo superare l'ostacolo, come eravamo assolutamente decisi a fare, ma la vita ci ha condotti di là da esso, aggirandolo, e se poi ci volgiamo a guardare il lontano passato riusciamo appena a vederlo, tanto è impercettibile è diventato."
(Marcel Proust)
Caro Mare,
quanto tempo è che io e te non ci fermiamo un attimo a parlare? Vado sempre di corsa, suddividendomi tra mille impegni e tu impegnato nel tuo incessante andare e venire... Eppure un tempo ci raccontavamo tante cose, ricordi? In quella spiaggia di terra e sassi, sotto il sole di un'estate alle porte, quando i pensieri, le delusioni erano tante ed il mio sport era quello di mettere pezze qua e là alle falle dei miei stati d'animo.
Questa notte sono di nuovo qui, appoggiato a questa ringhiera. Non c'è nessuno intorno a me, sono le 4.30 del mattino, solo qualche auto che passa... e penso a quest'anno che è passato. Qualcosa è cambiata, qualcosa è rimasta tale a com'era prima, qualche altra invece è peggiorata.
Sono qui a domandarmi cosa la gente ricerchi negli altri... quale sia il confine tra il piacere ed il non piacere... quale strano schema logico imbrigli le loro scelte nelle relazioni.
Un velo di tristezza è sceso sui miei pensieri perchè non capisco se sia io a fare troppo semplici le cose o gli altri a renderle più complicate.
Ripensavo a quando andavo ancora a scuola, ai miei 15 anni, e a cosa mi piaceva. Mi piaceva la compagna che stava due banchi dietro al mio, mi piaceva la ragazza della classe accanto, mi piaceva la ragazza dell'anno successivo al mio... Erano tutte mete irraggiungibili però, desideri che mai si sarebbero realizzati perchè fuori dalle mie possibilità.
Le cotte nel periodo del liceo rappresentano una realtà comune, non esiste persona al mondo che non abbia sperimentato il suo primo bel calcione nel sedere grazie ad una di queste. Eppure cosa c'era di così tanto bello e magico in quella ragazza che, magari vista qualche anno dopo, sarebbe risultata non dico insignificante ma non certo degna di così tanta attenzione?
Nulla... assolutamente nulla... Era una persona come tutte le altre... Eravamo noi a segnare la differenza. Lei rappresentava il nostro idolo, la nostra meta che una volta raggiunta ci avrebbe dato la felicità. I nostri ideali scesi in terra... Ogni altra persona veniva posta a confronto con questo campione ed ecco che esisteva il meglio, il peggio, lo strafigo!...
Ma poi si cresce e gli idoli svaniscono. Si esce dal guscio chiuso della scuola, si entra a contatto con altra gente, con altre culture e ci si rende conto che è stupido idealizzare qualcuno o qualcosa e prenderlo come modello... Stupido perchè i modelli servono solo a scrivere le lettere con Word, a compilare le tabelle e a fare confronti rigidi... ma le persone non sono lettere, non sono tabelle, non puoi confontarle rigidamente e stilare una classifica delle somiglianze.
Puoi farlo... ma ti sembrerà molto più squallido sapere quanto tu sia disposto a scendere a compromessi per ottenere ciò che più si avvicina al tuo ideale ma che non lo sarà mai in toto.
E allora cosa ci fa dire: quella persona mi piace, quella persona non mi piace...
Sono triste per una cosa forse stupida...
Sono triste per una frase...
Sono triste perchè credevo che questa persona non la pensasse così...
E' possibile non aver mai incontrato una persona che sia piaciuta in tutto?
E' così estremamente importante e pesante il "piacere in tutto" da occupare un posto rilevante nelle scelte?
Io credo che non esista una persona che ci possa piacere al 100% in ogni sua manifestazione ad ogni ora del giorno e della notte. Non è umanamente possibile e se per qualcuno può essere, in realtà quel qualcuno si sta accontentando dell'altro molto più di quanto egli non possa pensare... il che è forse anche peggio...
Il fatto di non trovare una persona del genere può essere motivo di tristezza e rimpianto dei tempi passati?
Perchè a me tutto ciò non accade?
Forse c'è qualcosa di diverso in me o forse io non guardo qualcuno spezzettando la sua essenza per analizzarla e quantificare ciò che mi piace e ciò che invece volentieri eliminerei. Non mi pongo il problema se quella persona non mi piace al 100% nè credo in tal maniera di scivolare in un infido accontentarsi.
Io cerco solo il benessere che una persona può darmi... e il benessere può anche venire da una persona che ha 191 difetti e 4 pregi in cui quei 4 pregi sono però le cose che hai sempre desiderato avere: amore, sincerità, complicità e desiderio... e allora te ne freghi dei 191 difetti perchè stai bene... nn ti pesano affatto e se qualcuno ti dirà che ti stai accontentando gli risponderai: "Ma sei cretino?" oppure in modo più gentile: "Sì, mi accontento di avere tutto".
Mi chiedo allora se sia più difficile trovare una persona che ti faccia star bene o una persona di cui puoi dire che ti piace al 100%...
E con questa domanda che purtroppo non ha risposta ti lascio andar via... Sono quasi le sei e all'orizzonte intravedo già una timida alba.
Mi avviai verso casa ma dopo pochi passi mi fermai e, come chiamato da qualcosa, mi voltai indietro e mi sembrò di vedere una persona che diceva:" Jack... sei un tremendo rompipalle, mi fai vomitare quando ti metti le dita nel naso, odio quando trascorri interminabili ore davanti a quel maledetto computer... ma ciò che mi dai tu non me lo dà nessun altro... come mi fai star bene tu non mi fa star bene nessun altro..."
Trasalii... ero così stanco che i miei desideri sembravano realtà...
... e andai via.
Confortevolmente vostro, Jack