EpitaffiOnline

Sei sei triste, se ti senti solo/a, se i tuoi genitori limitano la tua creatività proibendoti di scrivere le tue massime sui muri di camera tua allora questo è il posto giusto per te... Se vuoi suicidarti invece no! :P

Eccomi

Utente: JackCalatrasi
Nome: Jack Calatrasi
Sono Jack Calatrasi, nato in Italia ma emigrato in America per lavorare presso L.A. Santadellabalera Memorial Hospital. Ho lasciato il mio mondo per venire a Gao per ritrovare l'altra parte di me che ho perso.

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mercoledì, 31 maggio 2006
Eternity

“Anch’io ti auguro un dolcissimo natale… Anche se non ci sentiamo da tanto ma non importa… Vero? Baci”
 
TIM… messaggio gratuito… siamo spiacenti… il numero chiamato non è abilitato al traffico entrante…
 
Due messaggi… due periodi molto diversi e lontani parecchie decadi tra loro.
Ieri e oggi…
 
Tuuuuuuu….
“Pronto?”
“Ciao Paula sono Jack come stai?”
“Jack, tutto bene tu? Ero alle prese con il mio allievo terrorista a cui do ripetizioni”
“Senti.. hai impegni per domattina? Ti andrebbe di accompagnarmi a trovare un’amica?”
“Volentieri.. dove andiamo di bello?
“A Jupi…”
“A che??? E dove diavolo si trova sto posto!”
“Ma saranno una 140ina di km da qui, vicino Girgens :-)”
“Ma tu sei matto.. comunque per me va bene :-) “
“Ok si parte alle 8 allora! A domani!”
 
Era da tanto tempo che volevo andare a trovarla ma la mia indolenza e tutta una serie di altri fattori mi avevano sempre fatto desistere da questo proposito.
Oggi però è diverso… E’ come se mi chiamasse a sé… Se volesse vedermi…
Mah… sto diventando folle oppure sono i 150mg di caffeina della Red Bull che mi sono appena bevuto per rilassarmi…
Certo che ci vuole coraggio a farsi di caffeina per rilassarsi :-) ma è pur vero che la mente vince sul corpo e ne regola i processi vitali e parasistematici… Si ok…
Và che apriamo un po’ la finestra che altrimenti soffoco dalle cazzate…
Il navigatore satellitare è pronto… anzi è stato onesto e non mi ha sputato quando gli ho chiesto di portarmi in un paesino sperduto nelle gialle e assolate vallate dell’entroterra…
Il bidone con l’acqua è qui… resta soltanto un mazzo di fiori da comprare domattina prima di andar via…
Che ore sono… le ventidue e trenta… andiamo a letto dai… che domani c’è sveglia presto.
 
Tardai un po’ a prendere sonno. Ero emozionato all’idea di andare lì solo per lei… molte persone mi prenderebbero per stupido… due ore di macchina all’andata e due al ritorno… ma io sono fatto così. Andrei pure in capo al mondo se me lo chiedesse qualcuno che lo merita, non importa se amico o amore… Non farei distinzioni.
La prima volta che sentii parlare di Maryjane fu sei anni fa quando conobbi la sua migliore amica ad un seggio elettorale. Eravamo colleghi di sezione e lei, capito un po’ che tipo ero, mi parlava sempre di Mary dicendo che sarebbe stata la persona giusta per me, che dovevo conoscerla, che me l’avrebbe presentata…
Ma lei studiava a 300 km da dove stavo io e abitava ancora più lontano e non era facile incontrarsi.
Ci scrivevamo… ogni tanto qualche telefonata…
Finalmente la incontrai un anno dopo.
Era davvero bella come l’avevano descritta…
Aveva degli occhi così neri in cui non potevi non perderti… e quando inconsapevolmente ti trovavi dentro di lei, quella che dall’esterno poteva apparire una paurosa e fredda oscurità, in realtà era il più caldo e splendido degli abbracci…
Il tempo non è mai stato mio amico in queste cose però riuscimmo ugualmente a trascorrere una mattina insieme prima di doverla riaccompagnare.
 
“Ci vediamo presto Jack :-)”
“Ci vediamo presto Mary, promesso”
 
Passarono gli anni…
 
Piripiiiiiiiii…Piripaaaaaaaaaaa… Pirupirupirupaaaaaaaaa….
Umpf… è la sveglia… è già ora di alzarsi, sono le sette.
Operativi… batterie cariche, occhiali da sole, acqua, macchina fotografica che serve sempre… credo di non aver dimenticato nulla…

PiruPiruuuu (suono del citofono di Paula.. ndr)
“Eccomi… ciao Jack”
“Salve! Andiamo?”
“Sì”
“Attiviamo subito il navigatore… ehehehe… che oggetto prodigioso!”
(Voce del navigatore) “Amore… fra 100 metri gira a destra e poi prosegui dritto”
“Ma che è sta cosa!!?!?!??!?!”
“Ma come che è!!!!! E’ la voce da porca che ha il mio navigatore!! E poi dicono che gli oggetti non danno affetto! :-)”
“Ma va va…. Andiamo che sennò non arriviamo più…”
 
Il traffico cittadino iniziava a farsi sentire e quando giungemmo all’imbocco dello scorrimento veloce trovammo ad attenderci una bella fila assortita di autocisterne e di camion…
Wow… mi sembrava di essere al circuito di Montecarlo tutto curve e poca possibilità di sorpassare.
A poco a poco riuscii a togliermeli uno per uno dalle palle e aumentai la mia andatura.
Il paesaggio iniziava a cambiare colore. Le ultime case dell’estrema periferia della città e delle frazioni limitrofe lasciavano il posto a campi ingialliti costellati qua e là di gigantesche balle di fieno.
Il viaggio di Foscoliana memoria era appena iniziato.
 
“Amore… fra 200 metri tieniti a destra e poi gira a destra”
….
“Ma sai Jack, alla fine non sono stati pochi i problemi che ho incontrato quando sono stata a Boley a cercar casa. La vita costa cara e andare a vivere troppo in periferia per risparmiare significa spendere in trasporti e stare tappati la sera in casa e poi…
“Uhm… perché il display si è oscurato… Ma noooooooooooooooooo… Ma si è bloccatoooo… Ma porca vacca lurida laida e impestata di vermi marcescenti e purtridi @àòàòà@àòà$$$$$%%% !!!”
“… che c’è Jack!”
“Ma sto cavolo di coso si è bloccatooooo!!!”
“Aahuahuahauhauahuah… Amore gira di qua, amore girà dillà e poi ti pianta in asso così… ahuahuahauahu”
“Ma amore un par di palle!!!! Pure tu mi abbandoni! Puttana!! Ora devo riavviare il sistema… ma tu guarda se devo pure fare CTRL+ALT+CANC su un cellulare!!!!”
 
“Amore” tornò a fornirmi preziose indicazioni per la restante parte del viaggio mentre Paula continuò ad espormi le sue perplessità circa la scelta di un alloggio per la sua laurea specialistica ed alcuni problemi della sua amica…
Passò la prima ora…
Passò anche la seconda…
Da lontano potevano scorgersi i vari paesini, alcuni arroccati sotto le modeste montagne, altri sulle gialle colline.
L’occhio poteva spaziare in ogni direzione e il naso era preso dal forte odore di questa terra…
Iniziava a far caldo…
L’estate con i suoi odori e i suoi colori era davanti a noi…
La macchina correva veloce lungo la strada, la radio suonava Sting e dai finestrini sembrava stesse scorrendo un film o meglio un documentario di quelli che a volte passavano sulle tv private quando ero piccolo e che narravano di questa terra di cui non posso fare il nome.
 
Chi l’avrebbe mai detto che un giorno sarei stato io il regista di questo viaggio…
 
“Amore tra 200 metri finalmente sei arrivato!”
“Oooooohhhh… una pacca sul culo come ricompensa non te la leva nessuno… ehehehe”
“Si Jack e dove gliela dai? Sulla batteria? Ahuahuahuahuahuahuhahauua”
“E sempre che devi rovinare tutto sei tu!!!!! L Il Signore perché ci ha dato l’immaginazione! Gliela darò con la mia mano immaginaria!”
“Hihihihihihihi…”
“Uh che ridente paesino… 1500 anime secondo quanto diceva la guida… io ne vedo solo una 20ina scarsa… Boh magari le altre arriveranno dopo… Proseguiamo…”
 
 
“Eccoci, finalmente…”
“Jack ma… dove abita la tua amica? Qui c’è solo il cimitero…”
“La mia amica abita qui…”
 
L’espressione che lessi sul suo viso fu mista di stupore e rimprovero…
“E’ perché non me lo hai detto prima scemo!”
 
Già… perché non glielo avevo detto prima? A nessuno quella sera lo dissi prima. Dicevo sempre che sarei andato a trovare la mia amica e gli altri cadevano paurose gaffes…
In realtà era così.
Io andavo a trovare una persona speciale, non quel che restava di ciò che rappresentava la sua essenza sulla terra.
 
“Buongiornooo…”
(silenzio….)
“BUONGIORNOOOOOOO…”
(ancora silenzio…)
“Jack.. scusando la battutaccia ma qui… non c’è proprio anima viva!”
“Ma no… non me n’ero accorto sai? Eppure la stanzetta qui è aperta e il tizio che se ne stava andando all’ingresso mi ha detto che c’era la signorina…”
“Signorina… in un cimitero… e quanto avrà 85 invece di 90 anni? J
“Ma che sei blasfema oggi J… Oh guarda! Eccola lì…”
 
“Buongiorno! Mi scusi, cercavamo la tomba di Maryjane Foley…”
“E’ proprio accanto a voi...” e indicò una cappella a fianco circondata da piante di rose rosa.
 
Mi voltai di scatto e vidi il cancelletto di ferro e i vetri aperti per dar aria alle piante ma ebbi un tuffo al cuore…
“Ma….! E’ chiusa! C’è il catenaccio…”
Tanta strada per poi trovare un lucchetto chiuso… che senso aveva… stavo perdendo le speranze…
“Non è che avrebbe le chiavi?”
“Non lo so, provo a vedere perché io non sono la custode ma la sostituta…”
 
“Jack… al limite facciamo passare i fiori dal cancello e li lasciamo sul pavimento… poi li sistemeranno i suoi…”
 
Annuii con aria triste…
Vidi la custode arrivare con due chiavi dicendo: “Se ci sono possono essere solo queste… Proviamo…”
 
“Sono sicuramente queste…”dissi io… “Lei mi aspettava…” ma in cuor mio questa esterna sicurezza era in realtà una forte speranza…
 
Un click ed il lucchetto scivolò via…
 
“Siete davvero fortunati ragazzi… vi lascio soli… torno ai miei lavori…”
 
“Che bella che era… questa foto non rende per niente…”
“E’ andata via quasi un anno e mezzo fa.. Jack.. non lo sapevo…”
“Già… il 16 ottobre del 2004… e io dov’ero? Nel paradiso insieme a Tina… o forse avrei fatto meglio a dire dove credevo di essere… in un paradiso che nascondeva le spoglie di un antinferno…
E lei stava già male…
E io non ne sapevo nulla perché lei non voleva che gli altri sapessero o la vedessero in quelle condizioni…
E’ arrivata persino a laurearsi…
E’ stata grande…
Conosco poco della sua vita ma in 25 anni è riuscita a fare tante cose… ne è la prova il fatto che il suo ricordo arrivi così distante e cammini su così tante persone.
Perché è finita così? Me lo domando ma non trovo risposta…
Il mio amico Vince dall’alto del suo apparente e fasullo cinismo direbbe “selezione naturale”. Due aride parole che in realtà mascherano una sofferenza che anche lui ha vissuto…
Io.. Signore scusami se parlo così nella tua casa… dico: “Ch’illlaria ‘raa vita”
 
“Jack… capisco quello che vuoi dire però queste cose purtroppo accadono e non c’è una spiegazione razionale… Fa tutto parte di un Disegno Divino… Pensa invece a quante persone vanno via e non lasciano nulla dietro di sé… nessuno che le vada a trovare o che le pensi…
Tu… cazzo Jack… ti sei fatto 140 km per venire qui… Nessuno te lo faceva fare eppure l’hai fatto e, se sei qui, è solo per lei!”
 
“Hai ragione Paula…”
“Questo è l’ultimo suo messaggio che conservo ancora nel telefonino:
“Anch’io ti auguro un dolcissimo natale… Anche se non ci sentiamo da tanto ma non importa… Vero? Baci”
 
No che non importava… quando Vinny, la sua amica, un anno e mezzo fa, con gli occhi bassi, fuori dal suo studio, mi disse che Mary non c’era più, guardai subito questo messaggio… lo fissai a lungo e non sapevo se piangere o… piangere… non c’era molta scelta.
Non piansi ma restai scosso per tutta la giornata.
 
“Dai… prendiamo quei vasi lì e sistemiamo i fiori…”
 
In un attimo ai suoi piedi c’erano tanti fiori gioiosi e colorati com’era lei.
Paula uscì ed io rimasi solo lì…
Presi un foglio di carta e iniziai a scrivere poggiato su un angolo del piccolo altare.
 
“Come stai piccola? Sono qui… Hai visto? Alla fine sono arrivato ma non mi guardare con quegli occhi da rimprovero… la mia innata pigrizia J Sentivo che mi aspettavi… che le chiavi si trovavano lì per me e che quell’anta di vetro non serviva solo a dare aria alle piante…
 
Non son lacrime per la tua mancanza ma sorrisi per la tua presenza. Lo so che tu non vorresti veder nessuno piangere qui davanti a te e io cercherò di mantener fede alla promessa… ma so già che non sarà così quando stasera scriverò di te…”
 
(E’ così non fu… I tasti erano bagnati e le A diventavano S, e le L K…)
 
“Ti ricordi quando ci siamo visti la prima volta e abbiamo a lungo passeggiato insieme?
E’ il mio essere materiale che adesso ti parla…
Mi dispiace non poterti rivedere più…
Mi dispiace averti visto solo una volta nella mia vita…
Mi dispiace non poter sentire più la tua voce al telefono…
Mi manchi…
 
E’ il mio Io che ti parla…
Sono venuto sin qui solo per rendere omaggio a ciò che rappresentava il tuo splendore sulla terra…
Sono venuto qui non per piangerti ma per vedere insieme, fianco a fianco, io di qua, tu di Là il mondo da uno stesso punto…
Sono venuto qui con te e me ne andrò via con te…
Quando dietro di me si chiuderanno prima i cancelli della tua casetta e poi quelli del cimitero io non mi volterò indietro con aria malinconica per dirti Arrivederci… ma aprirò lo sportello dell’auto, ti farei entrare, accenderei il navigatore e guardandoti negli occhi, con un sorriso, ti direi: Andiamo, è ora di tornare a casa.
 
“Jack… è tardi… la signorina deve chiudere…”
 
Si erano fatte le 12.30… firmai il bigliettino e lo misi vicino alla sua foto.
Le diedi un bacio e lasciai che i cancelli della sua casetta prima e quelli del cimitero dopo, si chiudessero alle mie spalle.
Mi fermai sui gradini e voltandomi indietro con aria malinconica le dissi “Arrivederci…” e mi rimisi in viaggio.
 
Ah! Quanto è dura cotanta materialità di cui siam fatti.
Ah! Quante lacrime hanno seguito codeste parole.
Perché l’essenza ha lasciato posto alla sostanza permettendo che i ricordi diventassero gocce che scorrono sul viso e poi si perdono fra i tasti…
 
Perché è così… perché siamo fatti così… Perché quando la pioggia avrà finito di cadere tornerà un sorriso bello come un arcobaleno ed è per questo mia dolce amica che andrò a letto con queste parole e cantandoti questa canzone.
 
E domattina quando la pioggia avrà finito di cadere e sarà tornato l’arcobaleno saprò che non serve fare 140 km quando ti ho accanto a me sempre ed in ogni luogo.
 
TVB tuo Jack

Close your eyes so your don't hear then
They don't need to see you cry
I can't promise I will heal you
But if you want to I will try

I'll sing this somber serenade
The past is done
We've been betrayed
It's true
Someone said the truth will out
I believe without a doubt, in you

You were there for summer dreaming
And you gave me what I need
And I hope you find your freedom
For eternity...
For eternity

Yesterday when you were walking
We talked about your mum and dad
What they did that made you happy
What they did that made you sad
We sat and watched the sun go down
Picked a star before we lost the moon
Youth is wasted on the young
Before you know it's come and gone to soon

You were there for summer dreaming
And you gave me what I need
And I hope you find your freedom
For eternity...
For eternity

For eternity
I'll sing this somber serenade
The past is done
We've been betrayed
It's true
Youth is wasted on the young
Before you know it's come and gone to soon

You were there for summer dreaming
And you are a friend indeed
And I hope you find your freedom
For eternity

You were there for summer dreaming
And you are a friend indeed
And I know you'll find your freedom
Eventually
For eternity
For eternity

(Eternity - Robbie Williams)

Postato da: JackCalatrasi a 01:10 | link | commenti |

martedì, 09 maggio 2006
Riflessioni...

Può essere...

Non ricordo... di cose te ne ho dette poche ma pensate tante e può darsi che la mia memoria si confonda tra i pensieri e le parole...

 

Postato da: JackCalatrasi a 00:03 | link | commenti (2) |