EpitaffiOnline

Sei sei triste, se ti senti solo/a, se i tuoi genitori limitano la tua creatività proibendoti di scrivere le tue massime sui muri di camera tua allora questo è il posto giusto per te... Se vuoi suicidarti invece no! :P

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Utente: JackCalatrasi
Nome: Jack Calatrasi
Sono Jack Calatrasi, nato in Italia ma emigrato in America per lavorare presso L.A. Santadellabalera Memorial Hospital. Ho lasciato il mio mondo per venire a Gao per ritrovare l'altra parte di me che ho perso.

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venerdì, 30 giugno 2006
La trilogia - Il mistero di Sally

Fermarono la macchina sul lungomare quasi all'imbrunire.

Quella fioca luce rendeva diverso il parco agli occhi di Jack. Era abituato a vederlo sempre inondato dal sole e sommerso di persone.

Camminavano, lui e lei, vicini l'un l'altro ma i loro corpi non si sfioravano. Forse qualche volta le loro mani si incrociavano ma erano i classici inevitabili colpi quando, per desiderio e per naturalezza, esse ondeggiavano libere in quella vicinanza.

Così vicini eppure così lontani... Erano al loro terzo incontro eppure dentro di Jack aleggiava sempre una strana ansia che, innaturalmente, frenava il suo essere. Sarebbe stato buffo definirla ansia da prestazione perchè non c'era nessuna gara da vincere, nessun esame da superare... oppure semplicemente era paura di non trovare argomenti di conversazione, di rendere vuoti e imbarazzanti i silenzi...

Era tutto molto cambiato. I suoi ricordi si fermavano a 15 anni prima quando a volte soleva guardare il mare da quel punto. Nemmeno ricordava più quale fosse il motivo...

Forse perchè i suoi pensieri erano ormai diluiti nei 20 km che lo separavano dalla spiaggia più vicina... ed ecco che aveva dimenticato quel piccolo angolo di sabbia nascosto da un antico convento.

Incredibilmente sopravvissuta al cemento selvaggio, ora guardava triste quel mare che la lambiva vittima di una opposta sorte.

Appoggiato alla ringhiera, Jack parlava al mare nella lingua del mare ed il mare parlava a Sally nella lingua di Sally... ed in questo passaggio di idiomi molte parole si perdevano cosicchè lei non avrebbe mai saputo tutto quello che lui voleva dirle.

"Guarda che bella!" disse lui indicando una nave che si allontava in un baglio di luci. "Chissà dove andrà..."

"Deve essere la nave per Noai..." rispose lei.

Ripresero a camminare.

Una scia di luce nera illuminava loro la via.

Giunsero al locale in cui cenarono e trascorsero il resto della loro serata insieme.

E l'ansia andò via insieme all'ultimo infinitesimo raggio di luce di quella giornata.

Complice l'alcool o forse l'aver trovato per la prima volta una persona con cui poter condividere parecchie cose.

"Sei la prima persona che conosco con cui credo potrei condividere me stesso a 360 gradi e sarei sempre sicuro che non mi caleresti mai la testa di fronte ad un argomento che non conosci per il puro piacere di farmi contento. E dire che in tutti questi anni ho conosciuto tanta gente...

Tu però sei la sintesi di quanto di meglio poteva albergare in loro.

Fortunato chi potrà goderne..."

Bevve un'altro sorso della sua birra preferita e sorrise.


Quella sera le regalò tre fiori: un gladiolo, un girasole e una rosa.

Tre fiori apparentemente senza nessuna correlazione tra loro ma che nascondevano un mistero che a poco a poco si sarebbe svelato agli occhi di Sally.

"Mistero? Ma non e' che poi mi ritrovero' a vagare tra musei ed opere d'arte  come nel codice da Vinci o  tra scavi archeologici insieme a Indiana Jones, per risolvere l'enigma dei fiori misteriosi?" domandò Sally.

Jack sorrise e baciandola sul portone di casa le disse che gli indizi sarebbero presto arrivati.


Puntuale, il primo messaggio arrivò il mattino dopo.

- Il primo fiore: gladiolo.
Cerca il suo nome.
Troverai una risposta che ti fuorvierà
Il suo significato va dall'alto in basso.
-

"Ma che vorrà dire..." pensò Sally... "Vuoi vedere che devo mettermi a spulciare tutte le pagine trovate da Google? No... aspetta... non devo cercare il significato del suo nome perchè mi fuorvierà... effettivamente "piccola spada" non voleva dire proprio nulla e "appuntamento" è fin troppo banale... Uff... Sarà che è appassito?..."

Il secondo messaggio recitava:

- Non fermarti all'apparenza... il fiore ormai è appassito perchè l'apparenza appassisce ma la sua essenza è eterna. Guarda dall'alto in basso e pensa al tempo e al susseguirsi degli eventi... -

"Al susseguirsi degli eventi... dall'alto in basso... ma che vorrà dire... non riesco ad arrivarci perchè non so cosa cercare..."

Il terzo messaggio:

- Se non riesci a trovare la soluzione smetti di cercare e lascia che sia lei a trovare te. La troverai stasera in una storia... -


....

Il desiderio è qualcosa che nasce e cresce a poco a poco in una persona.

Nasce quasi dal nulla, non si distingue nemmeno un bocciolo nel fiore della sua esistenza ed i fiori del gladiolo sono proprio come i desideri.

Guardandolo dall'alto trovi solo una punta, a tratti liscia, a tratti attorcigliata ma nessun bocciolo, niente che lasci presagire cosa verrà fuori.

Man mano che scendi, lo stelo si ingrossa ed inizia a far capolino qualche petalo colorato. Solo a quel punto ti accorgi che non stai perdendo tempo ad osservare uno strano ramo verde... Ed è il desiderio che timidamente esce dal suo guscio...

A poco a poco i petali vincono la loro timidezza e coronano la loro esistenza nello splendido fiore del desiderio.

Tutto questo col passare del tempo, col susseguirsi degli eventi e la gradualità propria di ogni pianta.

Ciò che poteva apparire la fine del fiore perchè priva di ogni tratto della sua essenza in realtà era il suo stesso stato embrionale...

... in realtà era l'inizio di tutto.

Le risposte a volte stanno nelle cose semplici e sincere.

Chi si affanna a cercarle nel disordine della propria esistenza o nell'ordine della propria vita non le troverà mai.

Verranno fuori da sole quando meno le si aspetterà anche se, ahimè, non sempre verranno accettate...


(continua...)

 

Postato da: JackCalatrasi a 22:03 | link | commenti (3) |

mercoledì, 28 giugno 2006
Alice e lo specchio

Seduta sul suo letto, Alice, guardava lo specchio...

"Specchio... ma tu non ti stanchi mai di riflettere?

Non vorresti avere un'immagine tua invece di assumerne ogni volta una diversa?"

E lo specchio:

"E perchè dovrei? Ho la fortuna di essere chi voglio. Posso essere bello, brutto, vestito elegante o in pigiama. La mia vita è un continuo susseguirsi di immagini, di gente che va e che viene e mi fa vivere sempre cose nuove.

Mi pongono domande, mi chiedono giudizi... pensa che una volta un mio cugino era lo specchio di una strega bellissima e questa gli chiedeva ogni santo giorno chi fosse la più bella del reame... lui naturalmente rispondeva che era lei..."

"E diceva la verità?" chiese Alice.

"Forse sì... forse no... ma che importanza poteva avere... alla gente bisogna dire ciò che vuole sentirsi dire... basta poco e la fai felice..."

"E la passione di esistere... dove la metti?" domandò lei.

"Passione? Non conosco il significato di questo termine. Ci sono persone che si fermano davanti a me per ore a meditare... non c'è passione in un riflesso..."

"Ho capito..." salutò lo specchio e andò via.

Troppe riflessioni e poca passione fanno di una persona il surrogato di se stessa -  (Arthur Schopenhauer)

(J.C.)

Postato da: JackCalatrasi a 21:20 | link | commenti (2) |

martedì, 27 giugno 2006
Il traghettatore...

Caron dimonio dagli occhi di bragia

è giunta l'ora di un altro tuo viaggio.

Và! Un'altra anima ti aspetta su quella sponda.

Ha lasciato oggi questo mondo

quando tutti gli altri pensavano restasse ancora.

Ma ti prego di non chiederle una moneta in cambio del tuo servigio.

Te la darò io per lei.

Credo già abbia pagato troppo...

(J.C.)

 

 

 

 

 

Postato da: JackCalatrasi a 23:03 | link | commenti |

Giochi d'estate...

Una sera d'estate, i due grandi amici J.C. ed F.T. si ritrovarono insieme dopo tanto tempo a parlare di poesia...

"J., se una persona è tanto impegnata a scrivere poesie da non aver il tempo di vivere le poesie che la vita ostinatamente scrive per lei...tu cosa puoi farci???"

"Non lo so mio caro F., ma tu credi veramente che il susseguirsi musichevole di impalpabili sillabe possa costruire qualcosa di concreto? Insomma... le parole non han mai cambiato il mondo..."

"Ma non potresti parlare come mangi? Che cazzo vuol dire? Ma da che mondo è mondo quando uno esce per strada dice che le sillabe sono musichevoli?!? Ma da quando hai ripreso a drogarti?!?!"

"F... in termini meno prosaici volevo dire che le parole per quanto belle possano essere non hanno mai costruito qualcosa di concreto. Non hanno mai cambiato le sorti di una battaglia o il pensiero di una persona. A che vale a questo punto scrivere?"

"Quello che mi chiedo pure io!!! La fuori c'è un mondo....molto bello o molto brutto....forse solo così così e che si mostra diverso a seconda del lato da cui lo prendi....c'è chi lo prende di petto c'è chi invece lo prende di dietro ma de gustibus non disputandum est!"

"Io credo che là fuori ci sia un mondo che a volte ti destabilizza... che ti fa ricredere su ciò che fai, sulla sua utilità. Non ti capita mai, mentre cammini dritto per la tua strada, di fermarti improvvisamente a pensare che ciò che fai potrebbe essere sbagliato?"

"Ah bhe...io lo penso sempre! Ogni volta che mi sveglio al mattino penso che potrebbe essere la cosa sbagliata... io dico solo che c'è in giro una barca di gente che si gira i pollici e appesta l'aria di belle parole senza lasciarsi destabilizzare da quel mondo che dici tu....
Io so che mentre cammino non ho tempo di star li a chiedermi dei massimi sistemi sennò rischio di andare a sbattere contro un palo....allora mi chiedo....ma secondo te....ma la gente che passa la vita a meditare ....ma secondo te....ma questi guidano la macchina??? No perche se guidano io non voglio attraversargli la strada!
A volte dici che sono criptico...dico solo che, alle volte, come disse il grande L.B. la saggezza è solo la prudenza più stagnante..."

"Sì che la guidano... però nn so se la loro prontezza di riflessi possa risentirne...

Ricordi quando ti chiesti perchè l'essere umano non possedeva una conoscenza quantitativa del tempo pur avendo il preciso riferimento temporale dell'orologio biologico? Mi spiegasti che il naturale invecchiare delle cellule e la loro vita scandita dallo scorrere del tempo non era un riferimento utilizzabile a tale scopo.

L'uomo non era fatto per essere il tempo piuttosto era il tempo che diceva all'uomo cosa essere.

Ecco... stavo pensando a quando il tempo ti porta qualcosa che potrebbe essere bello o importante ma tu stai ancora guardando il tuo orologio interno e non ci fai caso o te ne accorgi quando potrebbe essere troppo tardi... Ebbene questa non è una profonda fregatura?"

"Ho capito! Sta sera siamo in vena di discorsi importanti o forse solo di discorsi inutili... il confine è molto molto labile!

Io che poi faccio tanto il figo sono il primo che mille volte è rimasto li fermo e schiavo delle poesie che avevo scritto sulla sabbia del gatto... ti ricordi quando non ho tradito il mio amore con la dottoressa turca che mi ha messo una compressa di viagra e un preservativo sul tavolo???

Lo rimpiangerò per tutta la vita!!! 

E per cosa poi?!?!

Per una che nel frattempo si facevo mezzo mondo!

Certe poesie che pure ci sembrano così belle alla fine sono scritte sulla sabbia del gatto e hai ragione tu amico mio! E' una fregatura immane ma in fondo sono le regole... si vince e si perde ma a questo tavolo hai sempre un'altra mano... è un gioco strano... l'unico modo che hai di non perdere è non giocare ma questo è anche l'unico modo certo che hai di non vincere un bel cazzo di niente!

La vita è di chi adesso sta facendo il bagno al mare sotto le stelle e non di due segaioli che scrivono poesie putrefatte andanti in una calda sera d'estate!"

"Ehehehehe... già... lo ricordo... :-)

E' vero... Ma sai... non sono più tanto convinto di voler ancora giocare un'altra mano. I giocatori non sono più quelli di un tempo, alla tua altezza, con cui potevi confrontarti ad armi pari.

Potrebbe capitarmene uno che bluffa o peggio ancora che, pur sapendo di giocare una partita persa in partenza, non abbandona questo tavolo solo perchè è troppo forte il piacere di avermi come avversario... e perchè di avversari come me non è facile trovarne..."

"Sono un pessimo giocatore...dal circolo degli scacchisti scaccolosi mi hanno sbattuto fuori perche manco di lungimiranza e sono dannatamente precipitoso.

Dal club dei pokerinomani mi sono dimesso perche oltre ad avere la faccia come il culo devo pure averla specchiata visto che i mie avversari indovinavano sempre la carte che avevo in mano.

A Risiko non gioco più da quando un mio avversario che stavo per attaccare per mari e per monti mi ha schiaffato in faccia "il diplomatico".

A Monopoli la mia massima aspirazione è quella di costruire un albergo 5 stelle lusso in Vicolo Corto.

Alla roulet sono stanco di giocarci da che il 69 esce molto meno spesso di quel che vorrei (seppure in verita non è che proprio mi possa lamentare!!!)
Insomma amico mio...è un gioco duro e sporco dalle regole confusissime...ce n'è una sola chiara come il sole...non puoi smettere di giocare!"

"Già... non posso smettere... vedremo allora cosa ci riserverà anche questa mano. Ho appena rilanciato.

Tocca adesso al mio avversario..."

"Mio nonno diceva sempre... chi imbroglia là per là vince ma alla fine non vince proprio nulla...

A me piace pensare che il suo fosse un discorso filosofico ma considerando che mio nonno faceva il macellaio e mentre diceva ste cose affilava il coltello...

Insomma...fai tu :-)"

 

Postato da: JackCalatrasi a 00:12 | link | commenti |

domenica, 25 giugno 2006
Le ore...

Il circolare movimento di due lancette,
il giorno che segue la notte,
il fiore che corona il bocciolo e inorgoglisce la pianta,
è il tempo che cammina fra di noi...
che scorre dietro ad una luce che parla di immagini,
che scorre dietro ad un rapido susseguirsi di foto,
che rende le ore un istante...

Questo è il tempo... scorre tranquillo

e viene da chiedersi cosa sia rimasto di quell'istante
che adesso è solo un ricordo...

Forse nulla...


(J.C.)

 

Postato da: JackCalatrasi a 23:22 | link | commenti (4) |

mercoledì, 21 giugno 2006
Signori... un buon pomeriggio a tutti...

"Hmmmm... ma non è che hai sbagliato strada vero? Che cavolo ci facciamo in autostrada?"

"Ehm... si mi sono distratto un attimo..."

"Evvabbè allunghiamo un po' e usciamo da Villabbey... tanto che abbiamo da fare..."

Era una calda giornata di inizio estate. Dentro il nostro potente mezzo non si stava poi tanto male... c'erano solo duecento dodici gradi. Stavamo per far ritorno in autoparco dopo una pesante giornata in cui io avevo deciso di alimentarmi a thè freddo alla pesca quando...

Biruuu Birubiruuu Biruuuu

"Pronto?"

"Jack, dove siete?"

"Sulla strada di casa, perchè?"

"Dovete andare a prendere d'urgenza la signora Exspery a Villa Santasfiga e portarla a casa"

"Ok, ricevuto..."

"Rick, fai dietro front che dobbiamo andare a prendere la signora Exspery. A quanto pare sta male e dobbiamo riportarla a casa"

Ci vollero quei 25 minuti buoni per tornare dall'altra parte della città...

La temperatura aveva raggiungo i duecentodiciassette gradi e io avevo finito le scorte del mio thè...

Giunti sul posto, prepariamo il barellino a cucchiaio, le cinghie e tiriamo fuori la barella. Ci fanno entrare dall'ormai consueta uscita di sicurezza dal momento che il letto della signora è proprio di fronte.

"Buongiorno a tutti..."

"Buongiorno" risponde la dottoressa. "Ragazzi mi raccomando portatela subito a casa, ci siamo capiti?" disse rivolgendo lo sguardo verso di me.

Io ero intento a sganciare e posizionare il barellino e non me ne accorsi ma risposi affermativamente.

"Ragazzi, ci siamo capiti... subito a casa, ok?"

Hmmmm... risposi nuovamente di sì e la sua insistenza mi fece capire che la signora era ormai giunta al termine dei suoi giorni...

La sorella e la figlia si abbracciavano alla dottoressa e qualche lamento sfuggiva dalle loro bocche ma veniva subito sedato da un: "forza, non è ancora detto..."

Erano tre settimane che vedevo la stessa scena. La povera signora stesa sul letto semi cosciente, le braccia gonfie, un colorito tutt'altro che roseo. Ogni tanto qualche gemito ma poi silenzio e uno sguardo perso nel vuoto.

E dire che quando iniziò a viaggiare con noi era la più rompiscatole di tutti i pazienti di quanto si lamentava e battagliava per ogni minima cosa. Era come se la dialisi l'avesse lentamente uccisa... anche se la realtà non era questa.

Dopo la terza raccomandazione di celerità, la caricammo in ambulanza e partimmo alla volta di casa sua.

La osservavo continuamente dal mio seggiolino e mi domandavo se dovessi lo stesso tentare di rianimarla nel caso in cui il suo torace avesse smesso di fare su e giù. Inutile per inutile il protocollo diceva questo anche se non aveva senso trattenerla ancora in questo suo mondo di sofferenze...

Arrivammo a casa e sulla soglia ci accolse il genero che con le mani alzate a mò di papa disse a voce alta: "Calma e sangue freddo"

Hmmmm... di calma ce n'era quanta ne volevano, di sangue freddo un po' meno con quel caldo e soprattutto con il thè freddo che aveva preso il suo posto in circolo...

Entriamo in casa compiendo non poche acrobazie con la signora sospesa in aria per evitare i duecento mobili e mobiletti che c'erano nel corridoio e finalmente la poggiammo sul suo letto.

Una bella atmosfera funebre c'era... devo dirlo... strano non aver trovato l'ormai abituè comare che versava lacrime...

"Ragazzi, oggi non ho firmato il foglio. Se volete passare domani..." disse la figlia

"Ma no signora, non si preoccupi. Ci vediamo giovedì come al solito" rispose il mio collega.

"Se Dio vuole si..." ribattè lei...

Mancava solo la mia parte...

"Ma si che vuole... A giovedì allora" e aggiunsi

"Signori, buon pomeriggio a tutti"

....

e chiudemmo la porta dietro di noi.

"Cos'è che hai detto prima di andare?" mi chiese il mio collega stranito...

"Che ho detto? Buon pomeriggio a tutti... che dovevo dire"

"Buon pomeriggio!!... con tutti che erano lì piangenti... sei una cosa unica... mi è caduta la faccia a terra ti giuro! Hai un tatto delicato come quello di un elefante quando vede un topo!" disse con un mezzo sorriso...

"Evvabbeeeeee... santinumi le vogliono fare il funerale da un mese!! Ogni volta è sempre la stessa solfa. Tranquillo che si riprende :-)" risposi io ridendo...

Fui l'attrazione principale del resto del pomeriggio perchè tutti i colleghi volevano sapere dalla mia viva voce cosa avessi detto...


Anch'io ripensai alla tranquillità con cui l'avevo detto e al fatto che avessi potuto mancare di delicatezza... ma ho visto andar via troppe persone in questi ultimi due anni. Persone molto care, mia zia l'anno scorso. Maryjane due anni fa e potrei ancora andare indietro, senza contare tutti i pazienti... Il giorno prima ti salutavano con tranquillità... certo, un po' acciaccati ma ancora tra noi e il giorno dopo invece non c'erano più.

I
mparai a farci l'abitudine dato che l'80% delle persone che finivano in ambulanza viaggiavano tutte verso un'unica destinazione. Era solo questione di tempo e il traffico o i nostri ritardi non avevano alcun potere sulla loro velocità di crociera.

"Oggi ho parlato col dottore per chiedergli per quanto tempo dovevo ancora venire e lui mi ha risposto... Uuuuuuuuuhhh... c'è tempo ancora... e io allora gli ho detto che mi dispiaceva portare così tanto disturbo..."

Queste le parole di suor Josephine, ignara della schiavitù a cui era costretta. La prima volta che me le disse avrei voluto dirle la verità... poi pensai... ma a quale scopo? Non sempre è giusto o utile a qualcosa sapere la realtà dei fatti.

A 80 anni vuoi dirle che ne avrà finchè vivrà?

La facciamo ridere, le raccontiamo le barzellette, prendo in giro il mio collega dicendo che è cattivo e che non andrà in paradiso mentre io sì... la chiamiamo Suor Germana quando il medico la sommerge di ricette per i farmaci o gli esami...

e va bene così...

E lei dice sempre che siamo troppo buoni con lei e che il Signore ci ringrazia...

Sono momenti pesanti che però ti lasciano qualcosa di grande dentro quando lspegni la luce nel tuo tranquillo letto perchè la giornata è finita.

E poi penso a quelli che non fanno un cazzo dalla mattina alla sera, che hanno i soldi del papà e le macchine tutte luccicanti...


Ma sì... ognuno ha la vita che si merita.

Volontariamente vostro

Jack

Postato da: JackCalatrasi a 22:29 | link | commenti |

lunedì, 19 giugno 2006
Il sogno di Eloise

"Desidera qualcosa da bere signore?"
"Sì, un Martini grazie..."
"Glielo porto subito" e la snella cameriera dai lunghi capelli neri si allontanò a passo veloce...

Presi il palmare e controllai la posta.
Trovai una mail di Eloise. Era triste, raccontava del suo ultimo sogno. Una forte luce... Sognava di essere l'artefice di una nuova piccola vita che le infondeva una felicità ed una forza davvero grandi. Il più bel regalo che potesse ricevere. Il frutto di un amore incondizionato.
Quando aprii gli occhi, la luce accecante proveniva dalle imposte semi aperte della sua finestra. Era già mattino e nel suo ventre non c'era nulla.
Mi domandava il perchè di questi sogni... che senso potessero avere...
Mia cara Eloise, questo e' quel genere di sogni che ti fanno credere di essere viva e al loro risveglio ti lasciano solo la morte nel cuore.
Avranno un significato...
Magari sono i nostri desideri reconditi che non potendo essere soddisfatti nella realtà trovano libero sfogo nei sogni. Oppure sono le nostre paure che da svegli cerchiamo di allontanare. Paure che potrebbero essere costruttive e non solo negative...
Una cosa però è certa. Tutto ciò che tu sogni è dentro di te, rappresenta te e se fai un bel sogno come questo non puoi solo rallegrarti di quanto bella sei.

(J.C.)

Postato da: JackCalatrasi a 22:50 | link | commenti (3) |

domenica, 18 giugno 2006
La moltitudine... e il mare

Un pomeriggio d'estate conobbi un granello di sale e, preso da forte curiosità, gli domandai:
"Perchè non odi l'acqua che ti circonda? Essa ti priva della tua individualità... Si intromette nella tua struttura atomica scegliendo per te i legami..."

Lui sorrise e mi rispose:
"Sai perchè non la odio? Perchè è grazie a lei che io sono il mare"

Perchè odiare la moltitudine.

Senza di essa noi non potremmo essere grandi.

(J.C.)

 

Postato da: JackCalatrasi a 23:33 | link | commenti |

venerdì, 16 giugno 2006
La trilogia...

I ricordi: il passato ne porta con sé tanti, troppi a volte…
I desideri: il presente ne è pieno ed il futuro quasi ne trabocca
La passione: quella che è imbrigliata in ognuno di noi e che vorrebbe uscire fuori ma non sempre le è permesso.
 
Questa strana trilogia è sempre presente in una storia. E l’ordine con cui questi eventi si manifestano è proprio quello con cui li ho elencati.
 
A volte la vita è come se fosse un lungo nastro in cui tutti gli eventi si susseguono e si registrano ed i ricordi sono proprio il loro trait d’union.
 
Quando finisce una storia sei assalito e straziato dai ricordi, dagli stessi ricordi che pochi mesi prima ti riempivano il cuore di gioia e che adesso lavorano a pieno regime per svuotarlo di ogni significato.
Fai molta fatica a risalire la china e quando finalmente ci riesci allora tornano i desideri.
Gli stessi desideri di ricominciare qualcosa, di ricominciare a sognare con qualcuno, di essere felice.
Ma la cima è un punto di equilibrio troppo instabile e basta una falsa mossa o un soffio di vento per rotolare giù verso la direzione sbagliata dell’accontentarsi di qualcuno che non è ciò che realmente si desidera. Mentre rotoli sei felice ma appena la pendenza termina e ti fermi ti accorgi d’un tratto della “piattitudine” di ciò che ti circonda e lì pensi di aver fatto la cazzata. Cosa fare quindi?
Risalire la china costa di nuovo tanta fatica…
Puoi scegliere la via più semplice di rotolare lungo la pianura sperando di incontrare qualche altro dislivello ma questo potrebbe anche non arrivare mai e tu vagheresti all’infinito sprecando inutilmente le forze…
Meglio risalire piano piano la china e una volta arrivati in cima stare ben saldi e non permettere al vento di portarti nuovamente verso una direzione sbagliata.
360 sono i gradi e 8 sono i venti della rosa. Sei libero di cadere in qualsiasi direzione tu voglia. Ancora una volta sarà ciò che desideri a segnare la direzione…
 
Il desiderio è come una combinazione di venti che soffia in un punto… la risultante delle forze sarà quella che ti indirizzerà.
Se non hai chiaro ciò che desideri potrai sbagliare strada altre cento, mille, duemilioniquattrocentocinquantaquattro volte.
Al desiderio spesso di associa il sogno.
Sogni di far felice la persona che ami, di non farle mancare nulla, di darle tutto ciò che desideri.
Sogni una vita insieme a lei, magari una casa e dei figli.
 
Ti vorrei insegnare l'equilibrio
Sopra un mare che è sempre tempesta
Per vivere il tuo tempo
E starci bene dentro”
 
Ti direi "hai ancora voglia di nuotare in questo mare?"
 
Chissà perché a questa domanda poche rispondono in maniera affermativa…
 
Al desiderio segue la passione, perché credo che la passione non sia altro che il desiderio reso materiale o più semplicemente la somma di tutti i desideri che confluiscono in una manifestazione interiore ed esteriore…
Wow! Che retorica da psicologo…
 
Quando il desiderio per una persona si fa forte e quella persona ricambia, tutto assume un colore diverso.
 
Il colore di una linea luminosa che ti guiderà anche nel buio…
 
Se leggera ti farai
io sarò vento
per darti il mio sostegno
senza fingere
 
Il colore di una persona forte che ti sosterrà in ogni momento della tua vita…
 
Se battaglia ti farai
io starò al tuo fianco
per darti il mio sorriso
senza fingere
 
Il colore di una persona amorevole che curerà le tue ferite…
 
se dolore ti farai
io starò attento
a ricucire i tagli
senza stringere mai.
 
Gli sguardi diventano più intensi. Se fossero dei draghi, il fuoco rappresenterebbe bene la loro intensità.
Gli animi si scaldano della violenza dell’amore.
Quando i corpi si uniscono, i respiri diventano sincroni… nascono impetuosi e muoiono insieme in una smorfia che, deformando i lineamenti di entrambi i volti rendendoli più belli, modella la bocca nelle due sillabe dell’amore.
E tutto poi tace…
Il respiro si fa silenzioso…
…e ci si addormenta fra le braccia dell’altro…
 
(continua…)

Postato da: JackCalatrasi a 23:54 | link | commenti (3) |

mercoledì, 14 giugno 2006
La passione

Se leggera ti farai
io sarò vento
per darti il mio sostegno
senza fingere

se distanza ti farai
io sarò asfalto
impronta sui tuoi passi
senza stringere mai.

Se battaglia ti farai
io starò al fianco
per darti il mio sorriso
senza fingere

se dolore ti farai
io starò attento
a ricucire i tagli
senza stringere mai.

FUORI È UN GIORNO FRAGILE
MA TUTTO QUI CADE INCANTEVOLE COME QUANDO
RESTI CON ME

FUORI È UN MONDO FRAGILE
MA TUTTO QUI CADE INCANTEVOLE COME QUANDO
RESTI CON ME.

Se innocenza ti farai
io sarò fango
che tenta la tua pelle
senza bruciare.

Se destino ti farai
io sarò pronto
per tutto ciò che è stato
a non rimpiangere mai.

FUORI È UN GIORNO FRAGILE
MA TUTTO QUI CADE INCANTEVOLE, COME QUANDO
RESTI CON ME

FUORI È UN MONDO FRAGILE
MA TUTTO QUI CADE INCANTEVOLE, COME QUANDO
RESTI CON ME.

(Subsonica - Incantevole)

Postato da: JackCalatrasi a 20:12 | link | commenti (2) |