Sei sei triste, se ti senti solo/a, se i tuoi genitori limitano la tua creatività proibendoti di scrivere le tue massime sui muri di camera tua allora questo è il posto giusto per te... Se vuoi suicidarti invece no! :P
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Nome: Jack Calatrasi
Sono Jack Calatrasi, nato in Italia ma emigrato in America per lavorare presso L.A. Santadellabalera Memorial Hospital. Ho lasciato il mio mondo per venire a Gao per ritrovare l'altra parte di me che ho perso.
utente anonimo in Descrivere se stessi...
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Vita da farfalla - Il diario di un'anima
[Inquieto Vivere]
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"Ho messo via un pò di illusioni
che prima o poi basta così
ne ho messe via due o tre cartoni
comunque so che sono lì"
"Ho messo via un bel pò di foto
che prenderanno polvere
sia su rimorsi che rimpianti
che rancori e sui perchè
Mi sto facendo un pò di posto
e che mi aspetto chi lo sa
che posto vuoto ce n'è stato ce n'è ce ne sarà."
"In queste scarpe
e su questa terra che dondola
dondola dondola dondola
con il conforto di
un cielo che resta lì"
E ti abbandono così, a mille attenzioni da parte di chi non vorresti. E regali sguardi di velluto, cerchi di riempire i silenzi, i più profondi.
E' più facile ricevere attenzioni da chi non vuoi piuttosto che dalla persona che desideri.
Il numero di attenzioni ricevute è espressione del tuo indice di gradimento nella realtà.
La statistica è fatta di grandi numeri e un solo campione si dice che non influenzi il trend. Eppure tu ti muovi contro la statistica. Vorresti una sola unità, un punto di una retta, un tessera di un mosaico per poter completare il tuo.
Magari la moltitudine ti impedisce di cogliere la singolarità come un fascio di luce intensa monopolizza il tuo occhio e non ti permette di cogliere un tenue raggio.
E così fai dondolare il tuo entusiasmo, ti cerchi in ogni dove e regali illusioni leggere.
Non so dirti in quale direzione guardare per scorgere il tuo raggio. Le mie spesse lenti scure filtrano tutto ciò che si dirige verso di me. Polarizzano la mia realtà per farmela apparire come desidero io.
Eppure non puoi vivere sempre dietro a due vetri. Così come la notte oscura ogni cosa e rende inutile qualsiasi filtro, allo stesso modo la realtà che in tal modo vediamo non può durare.
Bisognerebbe essere dei girasoli...
loro sanno sempre qual è la via da seguire.
Non esiste una logica nell'amare, difatti sono proprio le cose illogiche che fanno paura.
E' allo stesso tempo una banale scusa ed una profonda verità.
Colui che ha paura non conosce se stesso e la forma dei propri sentimenti. In passato ha sperimentato storie magari disastrose in cui è stato naufrago nella tempesta ed ha trascorso molto tempo nelle acque gelide della solitudine interiore prima di voltarsi e vedere lo scoglio a cui potersi aggrappare.
Non è l'amore che fa paura ma la sua fine, come può far paura la morte.
Se morissi nel torpore dei tuoi sentimenti, non te ne accorgeresti nemmeno.
Se morissi nel mezzo del furore del tuo cuore allora proveresti dolore.
(J.C.)
Succede perché, in un instante tutto il resto diventa invisibile,
privo di senso e irraggiungibile per me,
succede perché fingo che va sempre tutto bene ma non lo penso in fondo
Succede perchè avrei voluto essere là dove una persona importante viveva il momento forse più importante della sua vita. Un momento di transizione desiderato da tempo e che tardava sempre più ad arrivare
Succede perchè, quando quella sera che tornai a casa sua, mi disse:"Ascolta" e pigiò un tasto sul suo nuovo regalo. Partì la canzone che aveva scritto anni prima.
La conoscevo già, la ascoltavo sempre ma quella sera era diversa. Non erano note ma emozioni quelle che sentivo.
Ogni slider era un'emozione diversa, aggiungeva o toglieva uno strumento e tutti insieme erano lì nel mio nodo in gola.
Succede perchè la notte non ha ancora oscurato l'alba del mio passato e i vani pensieri girano ancora in tondo come uno stormo di rondini.
Non vogliono far ritorno al loro nido perchè forse un nido ancora non c'è.
E così ciclicamente si susseguono come fossero stagioni.
Eppure tutto ciò forse ha un senso, un senso che non riesco a cogliere o che non voglio cogliere.
Così mi convinco di cose che per altri saranno discutibili ma che per me rappresentano la via da seguire.
Del resto, per sapere se la strada che si sta percorrendo è giusta o sbagliata, due sono le soluzioni: puoi prendere una cartina e confrontare il percorso oppure puoi aspettare di arrivare a destinazione e vedere se era ciò che desideravi.
Ma nella vita non esistono cartine...
A un passo dal possibile
A un passo da te
Paura di decidere
Paura di me
Di tutto quello che non so
Eppure sentire
Nei fiori tra l'asfalto
Nei cieli di cobalto - c'è
Eppure sentire
Nei sogni in fondo a un pianto
Nei giorni di silenzio - c'è
un senso di te
(Tiromancino "Imparare dal Vento" - Elisa "Eppure sentire" - Jack Calatrasi)