Sei sei triste, se ti senti solo/a, se i tuoi genitori limitano la tua creatività proibendoti di scrivere le tue massime sui muri di camera tua allora questo è il posto giusto per te... Se vuoi suicidarti invece no! :P
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Nome: Jack Calatrasi
Sono Jack Calatrasi, nato in Italia ma emigrato in America per lavorare presso L.A. Santadellabalera Memorial Hospital. Ho lasciato il mio mondo per venire a Gao per ritrovare l'altra parte di me che ho perso.
utente anonimo in Descrivere se stessi...
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Camminando per la spiaggia al calar del sole
Incontrai dei passi sulla sabbia che il mare non aveva ancora cancellato.
Erano passi leggeri, lenti, di una persona che sfiora appena il terreno perché cammina nell’aria.
Mi domandai di chi fossero e decisi di seguirli.
Camminando per la spiaggia al calar del sole
Incontrai il vento sulla mia pelle.
Sapeva di pensieri sciolti, semplici, intensi che volavano liberi nell’aria.
Mi domandai di chi fossero e decisi di racchiuderli tra i miei.
Camminando per la spiaggia al calar del sole
Incontrai la musica che venne alle mie orecchie.
Il volume era alto come se volesse mascherare qualcosa, coprire il rumore di se stessi.
Mi domandai chi l’ascoltasse e decisi di sentirla.
I sassi andavano pian piano diminuendo come se qualcuno li collezionasse.
Incontrai castelli di acqua e di vento.
Li osservai passando oltre e stando attento a non farli crollare.
Aumentavano sempre più ed ecco che formavano un paese… una città.
Trovai delle strade prive di polvere che li collegavano.
Mi fermai, domandandomi se continuare a seguire quei passi oppure no.
Forse chi li aveva lasciati non voleva essere seguito.
Forse chi li aveva lasciati non aspettava altro che qualcuno li seguisse.
Guardai il mare che si stava facendo grosso.
Guardai il cielo che si stava facendo cupo.
Con le pietre costruii una barriera.
Con il vento asciugai la pioggia.
E dopo averli protetti ripresi il mio cammino attraverso quella nuova e affascinante città.
(J.C.)
Seduto sul bordo della strada
guardavo la ripida salita che si
presentava davanti ai miei occhi.
Sulle spalle, il pesante zaino conteneva tutte le preziosità della mia vita...
... ma era troppo pesante per affrontare quella salita che a me sembrava immensa.
Pensai che per farcela dovevo per forza lasciare a terra qualcosa.
Pensai che per farcela dovevo per forza rinunciare a qualcosa di prezioso che avevo con me.
Stavo per farlo...
Stavo per disseminare me stesso...
Una voce mi disse di non farlo... era la mia Volontà.
Mi disse di andare ugualmente avanti senza paura.
L'ascoltai e l'impervia salita divenne un docile dosso.
Quando fui dall'altra parte,
mi voltai indietro e vidi che il dosso era diventano pianura...
... e il mio zaino era ancora pieno di ricchezza.
J.C.