Sei sei triste, se ti senti solo/a, se i tuoi genitori limitano la tua creatività proibendoti di scrivere le tue massime sui muri di camera tua allora questo è il posto giusto per te... Se vuoi suicidarti invece no! :P
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Nome: Jack Calatrasi
Sono Jack Calatrasi, nato in Italia ma emigrato in America per lavorare presso L.A. Santadellabalera Memorial Hospital. Ho lasciato il mio mondo per venire a Gao per ritrovare l'altra parte di me che ho perso.
utente anonimo in Descrivere se stessi...
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Scrivere
Fotografare
Suonare
Tre ambiti differenti in cui l'animo umano esprime le sue forme.
Tre modi diversi per comunicare al mondo esterno ciò che si ha dentro.
Ciascuno di essi ha il suo tempo, il suo luogo, il suo soggetto.
Quando scrivi pensi a qualcosa.
Quando fotografi osservi qualcosa.
Quando suoni senti qualcosa.
Io non sono mai stato un eccellente scrittore. Nonostante ciò mi sono sempre sforzato di riuscire ad esprimere i miei
pensieri al mondo o più umilmente a chi volesse conoscerli.
Non importa chi sia il destinatario delle parole. Esse sono lasciate alla libera interpretazione e al libero desiderio di inoltrarsi nella vita di qualcuno che sta scorrendo parallelamente alla nostra.
Curiosità forse innata, la mia, che mi porta a domandarmi cosa stia vivendo in questo istante una persona cara, un amico, un semplice conoscente.
Un modo forse per non voler restare chiusi nel proprio corpo ma per vivere anche ciò che c'è al di fuori e che in teoria non dovrebbe minimamente interessarci.
Rendersi partecipe dell'altrui vita è una spiccata forma di interesse nei suoi confronti.
What else is there?
Voglio che i miei pensieri siano liberi dalle segrete pagine di un diario di carta, che possano viaggiare dove il vento di byte li porti. Non importa se finiranno in un terreno sterile o troppo acido per far nascere qualcosa di buono. Accanto ad ogni terreno sterile, sono convinto che ce ne sia almeno un altro fertile disposto a riceverli.
Non sono mai stato un eccellente fotografo. Nonostante ciò mi sforzo sempre di dare un senso all'istante che impressiono.
Fotografo persone, paesaggi, oggetti.
A volte l'esser critico mi assale e butto decine di foto che a mio avviso sono vuote... semplici campagne pubblicitarie per quel soggetto.
Altre volte, invece, ingrandirei n volte quell'immagine, tappezzerei ogni parete disponibile, la farei vedere a tutti.
Molti soggetti credono di non venir bene in foto e per me non esiste soddisfazione maggiore di riuscire a dimostrar loro l'esatto contrario.
Mi piace sentirmi dire grazie, mi piace ancor più rispondere che io non ho fatto nulla se non quello di guardare con occhi diversi.
Un paesaggio può pure essere splendido ma ciò non implica che un pittore incapace lo sappia ritrarre degnamente.
Ognuno ha un soggetto preferito.
C'è a chi piacciono i monumenti.
C'è a chi piace l'arte astratta e cerca di trovare la perfetta inquadratura per fa apparire non banale ciò che in realtà lo è.
C'è chi come me piacciono i paesaggi e le persone.
C'è un profondo legame tra queste due cose.
I paesaggi suscitano in te emozioni quando li osservi.
Le persone vivono invece le emozioni quando le osservi. Basta uno sguardo o una smorfia a dir più di 1000 parole.
Le foto non possono circolare liberamente su internet come i pensieri.
C'è bisogno che l'altra persona sia d'accordo per non violare la sua intimità.
Poco importa. La foto è come una lettera diretta a quella persona. Solo lei può avere il diritto di leggerla e solo il di lei pensiero mi importa.
Non sono mai stato un eccellente musicista.
Anzi non lo sono proprio. Misconosco la tecnica, non so leggere il pentagramma. Di sette maggiori accordi è fatta tutta la mia conoscenza.
Ciò mi fa sentire in gabbia, non libero di usare questo mezzo che forse è il più vicino al cuore nei suoi momenti di musichevole silenzio.
Nei momenti in cui non ti va di pensare perchè hai troppi pensieri per la testa e desideri solo che essi si trasformino in piene note che solo tu ascolterai.
Allora ti siedi davanti al piano e poni le mani sui tasti.
Stai per iniziare quando ti ritrovi ignorante di quell'alfabeto.
Tu, che pur conosci 21 lettere, entri in confusione per sole 7.
Vorrei saper suonare...
Musichevolmente vostro
Jack
