Sei sei triste, se ti senti solo/a, se i tuoi genitori limitano la tua creatività proibendoti di scrivere le tue massime sui muri di camera tua allora questo è il posto giusto per te... Se vuoi suicidarti invece no! :P
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Nome: Jack Calatrasi
Sono Jack Calatrasi, nato in Italia ma emigrato in America per lavorare presso L.A. Santadellabalera Memorial Hospital. Ho lasciato il mio mondo per venire a Gao per ritrovare l'altra parte di me che ho perso.
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[Inquieto Vivere]
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La vita è la tua realtà di tutti i giorni.
I sogni sono ciò che vorresti vivere.
La veglia invece è la finestra tra i due mondi dietro la quale stai a guardare, aspettando un cenno per uscire.
Capita a volte che ti ritrovi a passeggiare tra i tuoi sogni.
Rivivi i vecchi e ne trovi di nuovi.
Ieri passeggiavo tra i miei e li vedevo sempre uguali. Guardai se per caso fosse germogliato qualcosa di nuovo ma il terreno era interamente coperto di neve.
Iniziai a sentir freddo. Un freddo che andava aumentando sempre più.
Non bastava la coperta che avevo lasciato su di me a riscaldarmi.
Freddo e vuoto. Non c’era più niente intorno a me. Forse, senza accorgermene, mi ero spinto troppo in là finendo in chissà quale angolo inesplorato della mia mente.
Da lontano intravidi un bagliore… come fosse luce che filtra da una finestra.
Mi avvicinai… era proprio una finestra!
Erano i miei occhi.
Mi trovavo dietro di loro e osservavo ciò che accadeva intorno a me.
C’era tanta gente in festa che rideva e si divertiva. Credo fosse una cena tra amici.
Gli occhi si spostavano rapidamente sulle persone.
Molte volte si soffermavano su di una in particolare...
Subito riprendevano ad esplorare, cambiavano forma… Potevo facilmente scorgere gli stati d’animo dalla forma che assumevano.
Per la maggior parte del tempo erano flessi e le immagini erano nitide: quella era gioia.
Altre volte si aprivano come il diaframma di una macchina fotografica e le immagini sfocavano. Smettevano di muoversi per fissare un punto soltanto… e quella non era gioia.
Cercavo intorno a me qualcosa che mi permettesse di leggere i pensieri ma non trovavo nulla.
Il freddo mi assalì nuovamente ed insieme a questo anche l’ansia.
Aveva iniziato a nevicare. Era inverno dentro di me.
Attraversai di corsa quella finestra che separa i due mondi e mi ritrovai sotto le coperte mentre un gelido spiffero continuava a soffiare sulla mia nuca.
Era un nuovo giorno.
(J.C.)
